Bollo auto 2014 e Ipt: automobilisti meno tartassati? Ecco cosa dice il Def

Bollo auto e Ipt: già nel 2014, grazie al Def, potrebbero esserci importanti novità, destinate a cambiare il sistema di tasse che grava sulle automobili. Ecco di che cosa si tratta.

Bollo auto e Ipt: cosa succederà nel 2014? Già da quest’anno, infatti, secondo il Documento di Economia e Finanza (meglio conosciuto come Def) potrebbero esserci importanti novità in arrivo.

Il Governo e le tasse sulle automobili

Che la politica italiana avesse deciso di dedicarsi alle tasse che gravano sulle automobili lo avevamo visto già qualche giorno fa. Seppur su ispirazione di un autorevole membro dell’opposizione all’esecutivo renziano, infatti, proprio di modifiche relative al bollo auto e all’imposta provinciale di trascrizione avevamo parlato. Una proposta che, quindi, potrebbe non essere destinata a finire impantanata nei bizantinismi parlamentari senza godere della minima considerazione. Anzi, a modo suo, il Governo ha già messo le mani avanti, inserendo nel Def poche righe in proposito, che potrebbero però avere significativi effetti per sugli automobilisti italiani.

Bollo auto: che cosa cambia?

Innanzitutto, per il bollo auto si profila un ritorno al passato. Nel Def, infatti, è indicata la trasformazione del bollo da imposta di possesso a tassa di circolazione. Non una novità in senso stretto, perché esattamente così era fino agli anni ottanta, quando il bollo era appunto solo un’imposta sulla circolazione sui veicoli, con tanto di tagliandino da esporre accanto a quello dell’assicurazione. Un cambiamento meramente formale, quindi? Niente affatto: così facendo il pagamento sarebbe legato al fatto che il mezzo circoli effettivamente su strada, e non più dovuto anche per tutte le vetture ferme in garage. Meno chiaro, invece, è chi sarà a incassare il gettito generato (pari a circa 6,8 miliardi) finora spettante alla Regioni, che più parti indicano destinato a diventare una voce esclusivamente statale.

Ipt proporzionale al valore commerciale del veicolo

Strano destino, invece, quello dell’imposta provinciale di trascrizione. Logica vorrebbe che, di fronte alla strombazzata abolizione delle Province, si potesse dire addio anche all’Ipt che costituisce proprio una delle principali voci di finanziamento di questi enti locali. Raramente, però, la politica va di pari passo con il buon senso, e il Def si limita a parlare di “rimodulazione”. L’obiettivo, ovviamente, è quello di renderla più economica, grazie alla sopravvenuta proporzionalità del prelievo in base al valore del veicolo (e non più, come accade oggi, alla potenza fiscale). Alla fine, insomma, l’imposta in questione dovrebbe diventare più leggera per i veicoli usati o quelli più vecchi che hanno un valore commerciale minore, seppur ci sono ancora molti dubbi su come questi parametri verranno stabiliti. Anche in questo caso, infatti, non parliamo di un balzello insignificante, ma di un obolo che ogni anno, tra nuove immatricolazioni e passaggi di proprietà, porta nelle (ex) casse provinciali circa 1,2 miliardi di euro.

Gli automobilisti italiani possono quindi sperare di non essere più solo il bancomat preferito dalla politica italiana? Forse sì: entrambe le rimodulazioni dovrebbero aver luogo già quest’anno.

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