Attacchi a Parigi e Forex: quali effetti sul mercato delle valute?

Lorenzo Monti

16/11/2015

16/11/2015 - 12:53

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L’attesa nel mondo del forex era per come avrebbe reagito l’euro in seguito agli attacchi terroristici di Parigi. Vediamo gli effetti iniziali e cosa aspettarci per il futuro.

I terribili attacchi dell’ISIS di venerdì sera a Parigi hanno diffuso il panico tra i cittadini europei e molti attendavano anche i riscontri dal punto di vista finanziario, nello specifico sui mercati azionari e sul Forex.
Nelle prime ore di lunedì, l’euro (EUR) si mostra debole nei confronti delle altre valute, anche se non c’è stato panico o presenza di forte volatilità sui cambi che lo interessano.

Forex: scende l’Euro dopo gli attentati a Parigi

Il cambio euro-dollaro (EURUSD) è in ribasso a 1,0737$ dello 0,10%, l’attesa è principalmente puntata sui dati sull’inflazione europea in uscita alle 11:00.

Contro la sterlina, l’euro sul EUR/GBP è stabile a 0,70, e contro lo yen l’EUR/JPY è fermo a 131,82 (-0,02%). In questo caso il ribasso dell’euro è compensato dai dati usciti nella notte sul PIL giapponese, che mostrano un paese in recessione.

La svalutazione relativa più ampia al momento è quello con il dollaro canadese. L’EUR/CAD è infatti in ribasso dello 0,30% a 1,4275. In questo caso ad incidere potrebbe essere anche il leggero rimbalzo del petrolio, commodity a cui la valuta canadese è strettamente legata.

Stabili anche l’EUR/NZD a l’EUR/AUD; da segnalare il cambio euro-franco svizzero (EUR/CHF), che scende dello 0,20% a 1,0806. In quest’ultimo caso probabilmente una nazione da sempre esterna ai conflitti potrebbe vedere la propria valuta apprezzarsi a livello generale.

Attacchi ISIS a Parigi, previsioni: quali conseguenze sul mercato del forex?

Dal punto di vista dei cambi valutari, se l’attacco di Parigi avrà seguito con un conflitto tra ISIS e Occidente è lecito attendersi che la valuta che più si apprezzerà sia proprio il franco svizzero.
Lo stato elvetico infatti rimane neutrale in caso di conflitto e quindi gli effetti sulla propria valuta saranno limitati.
Anche il dollaro australiano e quello neozelandese dovrebbero rimanere al di fuori della possibile direzionalità sui cambi forex che porterebbe un conflitto bellico.

Le valute più coinvolte sarebbero Euro, dollaro USA e Sterlina inglese. Sebbene il trend di fondo di queste monete sia chiaro agli analisti mondiali (euro e sterlina in ribasso e dollaro sempre più forte a medio termine), tutto potrebbe succedere.

Dal punto di vista delle manovre di politica monetaria, al momento non sembra possibile una rilevanza degli attacchi terroristici così elevata da poter influire sulle manovre che BCE, FED e BoE hanno in mente per il prossimo futuro.
Rimane quindi alta la possibilità che Mario Draghi aumenti la politica espansiva in atto e che Janet Yellen aumenti i tassi di riferimento USA da qui al primo trimestre 2016, mentre la BoE probabilmente rimarrà immobile per tutto il 2016.

Ma se il conflitto con l’ISIS dovesse inasprirsi, lo scenario principale che possiamo attenderci è quello di un intesa USA-UE per combattere le forze islamiche. In questo caso molto è probabile un rialzo dell’oro (in momenti di guerra è amplificata la sua natura di bene rifugio), che potrebbe quindi rallentare il rialzo del dollaro.

A sua volta l’euro uscirebbe fortemente indebolito da un conflitto che vedrebbe esposte le principali nazioni dell’area dell’unione monetaria europea.

In definitiva possiamo aspettarci un effetto contenuto sul cambio euro-dollaro in virtù degli effetti negativi che un conflitto avrebbe per entrambe le valute, mentre effetti rialzisti si potrebbero verificare su oro e franco svizzero.

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