Agenda macro 1 marzo: indici PMI manifatturieri protagonisti

Oggi gli operatori saranno concentrati sui vari indici PMI manifatturieri elaborati da IHS Markit. Focus anche sulla disoccupazione italiana

Agenda macro 1 marzo: indici PMI manifatturieri protagonisti

Come si vede dal nostro calendario economico, la prima agenda macro del mese vedrà gli operatori concentrati su numerose rilevazioni rilasciate da IHS Markit sul PMI manifatturiero di Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Eurozona e Usa.

Italia alla prova del PMI manifatturiero, della disoccupazione e del Pil

Le rilevazioni partiranno alle 9:45, quando IHS Markit renderà noto l’indice PMI manifatturiero di febbraio. Gli analisti censiti da Bloomberg si attendono una contrazione a 47,2 punti rispetto ai 47,8 punti di gennaio.


IHS Markit PMI manifatturiero italiano dal 2009. Fonte: Bloomberg

Per l’indicatore è attesa una prosecuzione della parabola ribassista che lo accompagna da tutto il 2018. A febbraio il PMI manifatturiero è giunto ai minimi dal 30 giugno 2013. Se le attese degli esperti dovessero trovare conferma nelle letture finali, si arriverebbe ai livelli più bassi da maggio 2013.

Sempre per quanto riguarda il Belpaese, alle 11:00 verrà rilasciato il dato sulla disoccupazione di febbraio (preliminare), attesa in progresso al 10,4% contro un 10,3% di gennaio.


Tasso di disoccupazione italiano dal 2009. Fonte: Bloomberg

Dopo un andamento discendente da fine 2014, negli scorsi mesi il dato ha iniziato a riprendere la strada del rialzo. Da notare però come nell’ultima rilevazione la lettura abbia sorpreso positivamente gli esperti.
Alla stessa ora verrà comunicato il Pil del 2018 italiano, atteso allo 0,8%, in calo rispetto all’1% del 2017.

PMI manifatturiero di Francia, Germania ed Eurozona atteso in linea con rilevazioni preliminari

Alle 9:50 saranno pubblicate le letture sul PMI manifatturiero francese di febbraio (finale). Per il Paese d’Oltralpe, gli esperti si attendono un indice in linea con il precedente, a 51,4 punti, sopra la soglia critica dei 50 punti, che tradizionalmente demarca la contrazione dall’espansione.

Anche per la Germania le attese sono per un PMI (finale) stabile a 47,6 punti. È interessante però soffermarsi sull’andamento di questa misurazione dal 2018.


IHS Markit PMI manifatturiero tedesco dal 2009. Fonte: Bloomberg

Le difficoltà del comparto auto, di importanza fondamentale per l’economia tedesca, ha impattato in maniera pesante su questo indicatore, che nel corso del 2018 è passato dai massimi pre-crisi a 63,30 punti all’attuale livello, il più basso da dicembre 2012.

Alle 10:00 invece Markit rilascerà la lettura sul PMI manifatturiero dell’Eurozona di febbraio (finale). Le attese sono per una misurazione in linea con quella preliminare, a 49,2 punti.

Le 10:30 vedranno invece pubblicate le rilevazioni sul PMI manifatturiero inglese di febbraio. Il dato è atteso in contrazione a 52 punti contro i 52,8 punti di febbraio. A differenza degli altri paesi UE, per l’Inghilterra il 2018 è stato meno negativo: il dato segnala ancora un’espansione.

Alle 11:00 si avranno le ultime rilevazioni della mattinata con il tasso di disoccupazione dell’eurozona di febbraio, atteso fermo al 7,9%, e sul CPI stimato di febbraio.


Andamento CPI stimato a/a per l’Eurozona. Fonte: Bloomberg

L’inflazione stimata nella zona Euro è stimata in progresso all’1,5%, rispetto all’1,4% di gennaio. Se le attese degli analisti dovessero venire confermate, si avrebbe il primo rialzo di questa lettura da ottobre 2018.

Usa: sotto la lente indici manifatturieri e fiducia dei consumatori

La carrellata di PMI manifatturieri di IHS Markit si concluderà con le rilevazioni di febbraio (finali) per gli Stati Uniti. Gli analisti censiti da Bloomberg si attendono un PMI manifatturiero statunitense stabile a 53,7 punti punti.

Alle 16:00 verrà pubblicato l’indice ISM sulla manifattura americana. Per questo dato, gli analisti di Bloomberg si attendono una contrazione a 55,7 punti contro i 56,6 punti di gennaio 2019.

Ultima rilevazione della giornata sarà quella sulla fiducia dei consumatori elaborata dall’Università del Michigan. La misurazione (finale) relativa a febbraio è attesa a 95,9 punti, in crescita rispetto a quella della rilevazione precedente, in cui l’indicatore si è attestato a 95,5 punti.

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