Dollaro USA Corona Danese (USD/DKK)

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*I dati intraday possono essere differiti fino a 15 minuti e hanno solo scopo informativo.

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1 sett.

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1 mese

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1 anno

Dollaro USA Corona Danese: dati di mercato, livelli e indicatori tecnici

Dati di mercato
SimboloUSD/DKK
ISIN-
Var. %-0,13%
Apertura-
Minimo oggi-
Massimo oggi-
Ultima chiusura6,7095699310303
Minimo 52 sett.6,2013
Massimo 52 sett.6,71815
Livelli e indicatori tecnici
Resistenza 26,74
Resistenza 16,73
Prezzo di chiusura6,72
Supporto 16,69
Supporto 26,67
RSI (14)69,5
Volatilità media giornaliera (20 sedute)0,27%
Media mobile 50 sedute6,59
Media mobile 200 sedute6,49
MACD / segnale0,024 / 0,026
ADX (14)47,3
Bande di Bollinger (20, 2)6,64 - 6,71
Ciclo dominante96 sedute, vicino al massimo del ciclo

Dati di chiusura del 27 ottobre 2026. Supporti e resistenze calcolati con i pivot point classici sulla seduta.

Che cos'è Dollaro USA Corona Danese

Il cambio dollaro USA corona danese (USD/DKK) indica quante corone servono per acquistare un dollaro statunitense. Più che un rapporto tra due economie, è di fatto lo specchio rovesciato dell’euro-dollaro.

Perché la corona danese segue l’euro

La Danimarca fa parte dell’Unione europea ma non ha adottato la moneta unica: nel referendum del 2000 gli elettori hanno respinto l’euro. La corona danese partecipa però agli Accordi europei di cambio II (ERM II), con una parità centrale di 7,46038 corone per euro e una banda teorica di oscillazione del 2,25%. Nella pratica la Danmarks Nationalbank tiene il cambio molto più vicino alla parità, intervenendo sul mercato e adeguando i propri tassi a quelli della BCE.

Ne deriva che il rapporto tra corona ed euro resta quasi fermo, mentre quello tra dollaro e corona si muove insieme al biglietto verde. Quando l’EUR/USD sale, l’USD/DKK scende in proporzione, e viceversa.

Cosa muove il cambio USD/DKK

I fattori da seguire sono quindi gli stessi che orientano l’euro-dollaro: il differenziale tra i tassi della Federal Reserve e quelli della BCE, i dati su inflazione e lavoro negli Stati Uniti, la crescita dell’Eurozona e le fasi di avversione al rischio, nelle quali il dollaro tende ad apprezzarsi. Le scelte della banca centrale danese contano soprattutto nei momenti di tensione sul cambio con l’euro, come accadde nel 2015 quando, dopo l’abbandono della soglia minima sul franco svizzero, Copenaghen portò i tassi in territorio negativo per difendere la parità.

Una parte della domanda di corone dipende anche da fattori locali, come i flussi legati ai grandi gruppi esportatori danesi, ma il loro peso sul cambio con il dollaro resta secondario rispetto alle mosse di Fed e BCE.