Xiaomi: debutto deludente per la Apple cinese

Il debutto di Xiaomi sulla Borsa di Hong Kong ha deluso le aspettative del mercato. Il titolo ha inaugurato gli scambi al di sotto del prezzo di IPO.

Xiaomi: debutto deludente per la Apple cinese

Le azioni Xiaomi hanno aperto con un ribasso del 2% al loro debutto alla Borsa di Hong Kong.

La società che produce smartphone è partita da un prezzo di 16,60 dollari di Hong Kong per azione (2,12 dollari USA), ben al di sotto del prezzo IPO di 17 dollari HG (2,17 USD).

Xiaomi aveva fissato un range da 17 a 22 dollari di Hong Kong per le circa 2,18 miliardi di azioni in offerta, stabilendo poi di partire dalla fascia più bassa. A seguito della detrazione di commissioni e spese, ha dichiarato di aver raccolto 23,97 miliardi di dollari di Hong Kong, ovvero 3,05 miliardi di dollari. Il trend della società è stato oggi decisamente peggiore rispetto a quello dell’indice Hang Seng, che ha guadagnato invece l’1,32%.

Xiaomi: guerra commerciale alla base del deludente debutto in Borsa?

L’azienda, fondata solo nel 2010, è già il quarto produttore di smartphone al mondo grazie alla realizzazione di dispositivi a basso costo che l’hanno portata ad essere definita ’la Apple cinese’.
Lin Bin, presidente e co-fondatore di Xiaomi, ha dichiarato che il prezzo delle azioni a breve termine può considerarsi perlopiù dettato dalle condizioni del mercato, aggiungendo che ora l’obiettivo dell’azienda è quello di focalizzarsi sulla crescita a lungo termine delle attività.

Gli analisti hanno spiegato la debolezza del prezzo con una serie di fattori, uno di questi è il rinvio dei Chinese depositary receipts - CDR - certificati negoziabili che agevolano l’investimento in società del Dragone non quotate nel Paese. Gravano anche il generale sentiment negativo degli investitori verso le azioni, la flessione del mercato azionario in Cina e Hong Kong e, non in ultimo, i timori causati dalla guerra commerciale tra Washington e Pechino.

Secondo Lin, l’impatto del batti e ribatti in atto tra le due maggiori economie del mondo non ha avuto un peso così grande per la sua società, che non ha fatto molti affari negli Stati Uniti. Molti analisti, tuttavia, credono che il mercato possa aver concluso che Xiaomi è stata sopravvalutata.

Francis Lun, ad di GEO Securities, mettendo in evidenza il confronto tra il rapporto prezzo-utili di Xiaomi e quello di Apple, ha ribadito che il costo stabilito è stato eccessivo; mentre Dickie Wong, direttore esecutivo per la ricerca presso Kingston Financial, ha espresso dubbi sulla categorizzazione fatta per la società:

“Onestamente, credo che Xiaomi non sia una società di Internet. È solo una società di hardware. Questo è il problema”.

Questione, quella della categoria, che non è invece di nessuna importanza secondo il presidente Lin, il quale ha suggerito che il tipo di settore in cui Xiaomi viene categorizzato è di scarsa rilevanza.

Lei Jun, CEO di Xiaomi, in una lettera aperta inclusa nel prospetto dell’IPO ha dichiarato che l’obiettivo aziendale era quello di essere “più cool” e realizzare “prodotti straordinari”, definendo la società una compagnia internet basata sull’innovazione.

Espansione negli USA e diversificazione: qual è il futuro di Xiaomi?

Gli smatphone Xiaomi hanno ottenuto ottimi riscontri dall’utenza, e ora la società recita la parte del leone nel suo mercato interno e cresce rapidamente in India.
Non ha ancora portato i suoi prodotti negli Stati Uniti, ma il responsabile degli affari internazionali, Wang Xiang, non ne ha nascosto l’intenzione.
Concentrarsi su altri mercati, tuttavia, significa per la compagnia aver evitato le ire del governo degli Stati Uniti, che ha preso una posizione molto rigida in ottica sicurezza nazionale e sanzioni per le compagnie cinesi, colpendo anche i rivali Huawei e ZTE.

La visione degli analisti è che il futuro di Xiaomi si baserà sulla diversificazione. Gli analisti si aspettano ancora l’offerta dei CDR, ma hanno pareri diversi sulla data in cui la società li introdurrà. Secondo alcuni già nei prossimi mesi, altri credono all’inizio del prossimo anno.

Lin ha dichiarato che la decisione di posticipare l’offerta di CDR è stata presa solo per garantire il successo di un accordo molto vantaggioso con la China Securities Regulatory Commission.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su Cina

Condividi questo post:

Commenti:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.