Coronavirus, vaccino da inalare: come funziona e cosa cambia

Un vaccino da inalare contro il coronavirus: la sperimentazione a capo di un team di ricerca americano studia questa nuova formula più vantaggiosa per la salute. Ecco perché e come funziona.

Coronavirus, vaccino da inalare: come funziona e cosa cambia

Un vaccino da inalare: è l’ultima novità in fase di studio per combattere il coronavirus. I test sono condotti da un team di ricerca dell’Università Statale della Pennsylvania, sperimentano un metodo che potrebbe cambiare completamente la somministrazione dei vari antidoti. Come funziona?

Sempre più scienziati in tutto il mondo stanno sperimentando diversi vaccini per debellare definitivamente il coronavirus.

L’OMS ha fatto sapere che al momento sono in corso di sviluppo più di 100 possibili vaccini contro il coronavirus, e benché tutti abbiano come obiettivo quello di stimolare il sistema immunitario a riconoscere l’agente patogeno, agiscono su principi differenti. La pionieristica ricerca americana per fronteggiare il virus è guidata dal professor Scott Medina, docente di ingegneria biomedica presso l’ateneo di State College.

Coronavirus: come funziona il vaccino da inalare

Dopo la possibilità di somministrare il vaccino tramite un cerotto, dalla medicina arriva anche un possibile vaccino a base di aerosol da inalare, basato su delle nanoparticelle da assorbire tramite le vie respiratorie. Gli scienziati che seguono questa ricerca si sono concentrati su una piattaforma basata sul DNA, generalmente difficile da gestire a causa del “degrado da parte degli enzimi tissutali e dell’assorbimento limitato nelle cellule”.

Proprio per arginare questi limiti il team di ricerca ha pensato a questo alternativo, quanto bizzarro, metodo di somministrazione in grado di far arrivare il vaccino direttamente sulle cellule dei polmoni. Le nanoparticelle, che contengono il codice generico del coronavirus, vengono assorbite dal corpo umano che elabora il virus e stimola il sistema immunitario a riconoscerlo ed eliminarlo proprio come accade con tutti gli altri vaccini.

I vantaggi del vaccino da inalare

Una soluzione di questo tipo porta con sé maggiori vantaggi rispetto ai metodi tradizionali di immunizzazione. In primo luogo la ricerca e la selezione dei candidati terapeutici risulta essere più semplice, inoltre qualora dovesse rivelarsi uno strumento efficace nella lotta contro la SARS-CoV-2, in pochissimo tempo si potrebbero sviluppare un gran numero di dosi.

Al momento la sperimentazione è ancora limitata ai test preclinici in vitro, ma se dovesse andare a buon fine, lo stesso principio potrebbe essere utilizzato per la somministrazione di altri vaccini per le malattie respiratorie, come la classica influenza stagionale. La ricerca per questo tipo di vaccino è ancora molto lunga e quasi sicuramente la soluzione alla pandemia arriverà da ricerche più tradizionali, si potrà avere un vaccino già a partire dal prossimo autunno secondo alcuni studiosi.

Iscriviti alla newsletter

Money Stories