Usa: via libera alla fusione AT&T-Time Warner

Il giudice federale ha dato il via libera all’operazione che vale più di 85 miliardi di dollari perché il Dipartimento di Giustizia americano che si era opposto non ha dimostrato come la fusione influirebbe sulle scelte degli utenti e sui costi dei servizi

Usa: via libera alla fusione AT&T-Time Warner

Dopo quasi due anni, la fusione tra AT&T e Time Warner sembra essere ormai più che un’ipotesi e potrebbe essere formalizzata già tra pochissimi giorni.

Fondamentale per accelerare le procedure, si è rivelata la decisone del giudice federale Richard J. Leon, che ha dato il via libera all’operazione, a cui, invece, nel novembre scorso, si era opposto il Dipartimento di Giustizia americano considerandola una minaccia per i mercati e la concorrenza.

Ora, invece, la mega fusione che vale oltre 85 miliardi di dollari potrà realizzarsi senza più intoppi, dando vita a un vero e proprio colosso dei media e di Internet.

Chi ha contrastato la fusione

Il matrimonio tra AT&T e Time Warner era stato annunciato nel 2016: un’operazione da 85,4 miliardi di dollari che aveva messo in allarme il Dipartimento di Giustizia statunitense, cui fa capo l’autorità di vigilanza sulla concorrenza, convinto che la fusione si sarebbe rivelata una minaccia per la libera competizione tra imprese.

Non solo: secondo il Doj, l’unione tra il secondo operatore di telefonia mobile Usa e il colosso dei media avrebbe arrecato anche danni ai consumatori, costretti a costi maggiori.

Contro l’operazione, si era schierato anche il presidente americano, Donald Trump, contrario all’ipotesi di concentrare il potere – mediatico in questo caso – nelle mani di pochi soggetti.

Ma l’avversione di Trump ha anche motivazioni personali: è nota l’antipatia reciproca tra l’inquilino della Casa Bianca e la Cnn, storico canale di news che fa riferimento al gruppo Time Warner.

Perché il giudice ha detto sì

Ma perché Leon ha dato il via libera e “senza condizioni” alla fusione tra le due società?

Secondo il giudice federale, non sono state fornite prove a sostegno della tesi che l’operazione possa intaccare il mercato. In particolare, si legge nella corposa documentazione prodotta da Leon, il Dipartimento di Giustizia americano non sarebbe riuscito a dimostrare come l’acquisizione di Time Warner da parte di AT&T potrebbe influire sulle scelte degli utenti o sui costi dei servizi forniti.

I prossimi passi

Ottenuto l’ok del giudice federale – la cui decisione è arrivata in un’aula blindatissima - AT&T festeggia e stima che la fusione con Time Warner possa essere conclusa tra meno di una settimana, già il prossimo 20 giugno.

Profonda delusione, invece, nelle stanze del Dipartimento di Giustizia. Il responsabile Makan Delharim non nasconde l’amarezza, sottolineando che l’operazione renderà il mercato meno competitivo, ma non sembra voglia darsi per vinto:

“Esamineremo le motivazioni e decideremo i prossimi passi”

ha, infatti, annunciato.

La decisione del giudice Leon, secondo molti analisti, potrebbe rappresentare un precedente importante nel settore della telefonia e delle telecomunicazioni.

Comcast, ad esempio, potrebbe seguire l’esempio di AT&T, forte del successo incassato, per procedere all’acquisizione degli asset della famiglia Murdoch: canali di intrattenimento, società di produzione e studios ora in mano alla Fox, per i quali il colosso americano sarebbe disposto a pagare 60 miliardi di dollari in contanti.

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