Le quotazioni del cane a sei zampe sono giunte ad un livello statico e dinamico molto importante che, se dovesse venire violato, darebbe modo ai venditori di innescare un movimento correttivo utile per riuscire ad implementare strategie di matrice short
Nelle scorse sedute, i corsi di Eni hanno visto un rallentamento nell’ascesa che li accompagna da inizio anno.
Eni, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
L’avanzata dei prezzi si è fermata su due importanti livelli tecnici: il 61,8% del ritracciamento di Fibonacci disegnato dai top del 5 ottobre ai minimi del 27 dicembre 2018 e il transito della media mobile semplice a 200 giorni.
Questa zona tradizionalmente separa una correzione di un movimento da una vera e propria inversione. In particolar modo però, si deve fare attenzione alla struttura della barra di venerdì: si tratta di una bearish Marubozu, sinonimo di forza del fronte ribassista.
Sarà ora da monitorare il comportamento dei prezzi sull’attuale area dei 15 euro: qui infatti transitano tre supporti: quello psicologico della cifra tonda che il livello rappresenta, quello dinamico fornito dalla linea di tendenza che collega i minimi del 27 dicembre 2018 a quelli del 2 gennaio 2019 e quello statico lasciato in eredità dai top del 5 febbraio scorso.
Una violazione di queste zone avrebbe la possibilità di far tornare i venditori, che potrebbero traghettare i corsi verso i 14,62 euro.
Strategie operative su Eni
Si potrebbero quindi valutare operazioni di matrice ribassista in caso di violazione di 14,97 euro. Lo stop loss andrebbe posto a 15,41 euro, mentre l’obiettivo principale a 14,62 euro. Un target più ambizioso sarebbe invece localizzato a 14,50 euro.
A tal proposito, per questo tipo di strategie si potrebbe utilizzare il certificato Turbo Short di BNP Paribas con ISIN NL0013135882 e leva a 3,41.