Nella seduta di ieri, le quotazioni di Unicredit hanno formato un modello di doppio massimo, tipica figura di reversal. Operativamente, l’operatività di natura short presenta un rapporto di rischio/rendimento favorevole
Unicredit
Nella seduta di ieri, le quotazioni di Unicredit hanno dato vita ad una barra di incertezza nei pressi dei top mensili, a 13 euro.
Unicredit, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg
Da un punto di vista grafico, la conformazione del mese di novembre è assoggettabile ad un modello di doppio massimo, con neckline individuabile a 12,172 euro.
In generale però, si deve considerare che i prezzi sono inseriti in un contesto di forte positività, con i compratori che sono riusciti a rompere numerose resistenze di rilievo, come quella dinamica ottenuta collegando i top del 17 aprile e del 13 settembre 2019 o quella statica lasciata in eredità dai top del 5 luglio scorso.
Sebbene il trend sia decisamente rialzista, l’RSI settato a 14 periodi veleggia in una fase di eccesso di acquisti: questa indicazione avrebbe la possibilità di far scattare alcune prese di beneficio, le quali potrebbero estendersi fino al re-test dell’area di concentrazione di domanda a 11,798 euro.
L’attuale setup ribassista sarebbe invalidato nel caso in cui i corsi tornassero sopra i 13 euro: in questo modo risulterebbe ben più pericoloso tentare un’entrata in controtendenza.
Strategie operative su Unicredit
Visto quanto emerso dall’analisi tecnica, si potrebbero valutare strategie di natura short sulla rottura dei minimi di ieri, a 12,71 euro. Lo stop loss sarebbe individuabile a 13,01 euro, mentre l’obiettivo principale a 12 euro. Il target finale sarebbe invece localizzato a 11,80 euro.
Questo tipo di operatività si adatta particolarmente bene al Turbo Certificate di BNP Paribas con ISIN NL0014037186 e leva 3,71.
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