T-Mobile e Sprint, via libera a fusione da 26 miliardi

Sprint e T-Mobile vincono il ricorso presentato dalle procure generali di diversi Stati dell’Unione contro la loro fusione

T-Mobile e Sprint, via libera a fusione da 26 miliardi

È arrivato il via libera alla fusione da 26,5 miliardi di dollari tra T-Mobile e Sprint: quello che sarà il terzo più grande operatore mobile negli Stati Uniti potrà vedere la luce. Nella giornata di ieri, dopo indiscrezioni lanciate dal Wall Street Journal in tal senso, le azioni della Sprint avevano fatto registrare un balzo del 64%.

Fusione T-Mobile e Sprint aumenterà competitività

La fusione tra T-Mobile e Sprint non solo aprirà l’orizzonte a una più ampia concorrenza del mercato ma darà sicuramente uno slancio molto forte sia al settore wireless sia a quello delle reti 5G di nuova generazione.

Con la sua decisione il giudice ha di fatto rigettato il ricorso presentato contro l’approvazione dell’accordo, ottenuta dalle due aziende da parte sia della Commissione federale per le comunicazioni (FCC) che del Dipartimento di Giustizia.

Contro la fusione di T-Mobile e Sprint si erano schierati i procuratori generali di New York, California, Connecticut, Hawaii, Illinois, Maryland, Michigan, Minnesota, Oregon, Wisconsin, Massachusetts, Pennsylvania, Virginia e Washington D.C.. Secondo i suddetti l’accordo se confermato, avrebbe causato un aumento dei prezzi e violato le leggi Antitrust.

Di diverso avviso le due società, che sostengono che la loro fusione darà vita a un soggetto maggiormente in grado di competere con due colossi come AT&T e Verizon Communications, mettendo a disposizione della popolazione un servizio efficiente caratterizzato da una velocità internet maggiore e da prezzi più bassi.

Appoggio governativo alla fusione

Come già anticipato, Sprint e T-Mobile hanno potuto contare, nell’ambito del ricorso contro la loro fusione, dell’appoggio sia del Dipartimento di Giustizia, sia della FCC. Entrambe hanno infatti proposto una memoria a supporto delle loro decisioni nelle quali hanno sottolineato come le procure generali, in caso di vittoria, avrebbero solamente ottenuto di dare vita a un gap tecnologico rilevante tra i centri cittadini statunitensi e le aree rurali, in particolare per ciò che concerne la rete 5g.

Soprattutto tenendo conto che T-Mobile aveva preso, si legge nella memoria, “l’impegno a fornire copertura 5G all’85% delle popolazioni nelle aree rurali nei prossimi tre anni e il 90% in sei anni”. Non solo: in accordo con le agenzie suddette Sprint ha tra l’altro accettato di vendere Boost Mobile, Virgin Mobile e altre aziende a essa legate del settore dei cellulari prepagati insieme ad alcune parti della propria rete a Dish Network.

Per poter dare vita al nuovo soggetto risultante dalla loro unione a Sprint e T-Mobile manca solo l’ultimo via libera finale da parte della California Public Utilities Commission: dopodiché il nuovo polo delle telecomunicazioni potrà nascere ufficialmente.

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