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Propaganda fascista: legge approvata alla Camera, ecco cosa cambia

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Propaganda fascista: legge approvata alla Camera, ecco cosa cambia

La legge contro la propaganda fascista ha ottenuto il via libera dalla Camera: ecco cosa cambierebbe se fosse approvata in maniera definitiva al Senato.

La legge contro la propaganda fascista ha ottenuto il via libera alla Camera, passando ora al Senato per la sua approvazione definitiva dove però i numeri della maggioranza sono molto più incerti.

Tra non poche polemiche alla fine la Camera ha votato a favore della legge Fiano contro la propaganda fascista e nazista. Nello specifico, sono stati 261 i voti favorevoli, 122 quelli contrari e 15 gli astenuti.

A sostenere il testo è stata tutta la maggioranza compatta con l’aggiunta del Movimento Democratici e Progressisti e di Sinistra Italiana. Contrari invece tutti i partiti del centrodestra ma anche il Movimento 5 Stelle, che ha bollato la legge come “inutile e sbagliata”.

Secondo i pentastellati infatti sarebbe stato sufficiente aggiornare le leggi già esistenti, parlando quindi di una mera mossa elettorale. Vediamo allora cosa cambierebbe se la legge contro la propaganda fascista dovesse essere approvata in maniera definitiva al Senato.

Legge contro la propaganda fascista: la Camera approva

Come era lecito aspettarsi, la Camera ha dato il via libera alla legge Fiano con una larga maggioranza. Il testo che ambisce a punire la propaganda fascista e nazista, facendo particolare attenzione al web, passa ora al Senato per la sua approvazione definitiva.

Il rischio però è che a Palazzo Madama la legge possa fare la stessa fine dello ius soli, che è stato appena messo da parte in quanto al Senato l’attuale esecutivo non può contare su una solida e affidabile maggioranza su temi del genere.

Fatto sta che il Partito Democratico in blocco ha salutato con favore la prima approvazione del testo. Particolarmente soddisfatto è soprattutto Emanuele Fiano, il deputato dem ispiratore della legge in questione.

L’estrema destra è un fenomeno di oggi, che si va radicando dove crescere il disagio e la rabbia: è un pericolo enorme. Sono pericolose le loro azioni, i loro comportamenti, i loro metodi e la propaganda dei loro contenuti. Non vogliamo limitare la libertà di opinione ma impedire che la nostra libertà sia offuscata dai veleni del fascismo.

Di parere esattamente opposto invece sono i vari partiti di centrodestra. Forza Italia e Lega Nord infatti hanno parlato di “legge liberticida”, mentre la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni ha definito il testo una “follia del PD”.

In mezzo c’è la posizione del Movimento 5 Stelle, che alla Camera ha votato contro. I pentastellati infatti hanno puntato il dito su come bastasse migliorare le leggi già esistenti in merito di propaganda fascista.

Abbiamo proposto con grande serietà di aggiornare alle insidie del web e quindi rendere più severe le pene della legge Scelba, salvaguardando allo stesso tempo tutti i beni riconosciuti di carattere storico-culturale, artistico e architettonico.

Per i pentastellati quindi si tratterebbe di una legge fatta male e inutile, che servirebbe solo a dare visibilità al deputato Fiano e a tutto il Partito Democratico per cercare di recuperare qualche voto a sinistra.

Propaganda fascista, cosa cambia?

In Italia al momento ci sono due provvedimenti in vigore che colpiscono la propaganda fascista. Oltre alla legge Mancino del 1993 che punisce l’istigazione e la discriminazione razziale e religiosa, c’è anche la famosa legge Scelba del 1952:

Si punisce chi promuove ed organizzi sotto qualsiasi forma, la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche.

Con la legge Fiano invece si prevede l’introduzione nel codice penale dell’articolo 293 bis, con pene che possono andare dai sei mesi fino ai due anni, con una maggiorazione di un terzo se il reato viene commesso sul web.

Chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco, ovvero delle relative ideologie, anche solo attraverso la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di beni raffiguranti persone, immagini o simboli a essi chiaramente riferiti, ovvero ne richiama pubblicamente la simbologia o la gestualità è punito con la reclusione da sei mesi a due anni. La pena di cui al primo comma è aumentata di un terzo se il fatto è commesso attraverso strumenti telematici o informatici.

In pratica se il testo venisse approvato al Senato, basterebbe un saluto romano oppure avere dei cimeli fascisti o nazisti per infrangere questa nuova paventata legge. Con la pena aumentata di un terzo se ciò avviene tramite la rete.

Anche la produzione, distribuzione, diffusione o vendita di gadget che raffigurino persone, immagini o simboli chiaramente riferiti al nazi-fascismo, sarà dunque un reato perseguibile dalla nuova legge.

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