Melegatti verso la vendita: un nuovo proprietario entro fine luglio?

I curatori fallimentari dello storico gruppo veronese puntano a cedere l’intero complesso aziendale entro la fine del mese prossimo. Sul tavolo 10-15 offerte, mentre si pensa al futuro dei lavoratori.

Melegatti verso la vendita: un nuovo proprietario entro fine luglio?

Troveremo di nuovo il pandoro Melegatti sugli scaffali? L’intenzione è quella di non far morire una tradizione che nell’azienda di Verona va a vanti da oltre un secolo.

Per questo i curatori fallimentari nominati dal tribunale dopo il fallimento del gruppo sarebbero decisi a vendere il complesso aziendale il più presto possibile.

Entro fine luglio, pare, si voglia dare una nuova proprietà capace di riportare in auge la produzione della storica fabbrica veronese.

Sul tavolo, secondo quanto trapelato nelle ultime ore, ci sarebbero tra le 10 e le 15 offerte, presentate da altrettante società interessate ad acquisire l’azienda dopo il crac.

Vendita entro luglio?

La vendita del gruppo Melegatti, per il quale il 29 maggio scorso il tribunale di Verona ha dichiarato fallimento - escludendo di fatto l’ipotesi di un concordato preventivo – sarebbe un progetto più concreto e già avviato.

Secondo indiscrezioni, Lorenzo Miollo e Bruno Piazzolla, i due curatori fallimentari, avrebbero già passato la documentazione aziendale ad alcuni periti, chiamati a valutare l’intero complesso aziendale.

Entro fine luglio, questa sembra l’intenzione, la curatela vuole mettere il gruppo nelle mani di un nuovo proprietario, attraverso un bando e un’asta competitiva.

Al momento sul tavolo di Miollo e Piazzolla, ci sarebbero diverse offerte per rilevare la realtà produttiva veronese e se l’iter immaginato dai due professionisti non subirà intoppi, tra meno di due mesi Melegatti potrebbe risorgere.

Evitare lo spezzatino

La nuova parola d’ordine, dunque, è accelerare. E non solo per l’impianto di San Giovanni Lupatoto, ma anche per quello di San Martino Buon Albergo dove ha sede la Nuova Marelli.

Anche i due curatori della controllata di Melegatti, Maurizio Matteuzzi e Michelangelo Accettura, intendono seguire la strada della vendita.

La circostanza ideale sarebbe trovare un potenziale acquirente intenzionato a rilevare entrambe le realtà produttive, ma alle strette saranno comunque valutate come migliori le offerte più alte e che puntino al mantenimento dei livelli occupazionali.

L’ipotesi dell’esercizio provvisorio, invece, non sembra essere al vaglio dei 4 curatori.

Mantenere i posti di lavori

I lavoratori del gruppo Melagatti hanno dimostrato in più occasioni non solo di tenere al loro posto di lavoro ma di essere anche legati all’azienda.

Dopo aver fatto di tutto per garantire la campagna di Natale, arrivando a lavorare senza sosta pur di produrre e vendere circa 1,5 milioni di pandori, in questo momento stanno dando prova di grande responsabilità.

Nonostante l’incertezza che pesa sul loro futuro, c’è chi a turno continua a passare in fabbrica per tenere in vita il lievito madre, ingrediente fondamentale per i loro prodotti.

Una circostanza che ha portato la Bioenologia 2.0, azienda di Oderzo (Tv) che si occupa di produzione di lieviti per vino, birra e panificazione, a mettersi a disposizione per farlo gratuitamente al posto di quegli esemplari dipendenti.

Intanto, in attesa che si chiarisca il destino del gruppo, i lavoratori Melegatti riuniti in assemblea a San Giovanni Lupatoto assieme ai delegati sindacali, hanno chiesto e ottenuto un incontro in Regione.

La riunione, alla quale saranno presenti l’assessore regionale al Lavoro Elena Donazzan e Veneto Sviluppo, si terrà nel primo pomeriggio di martedì 12 giugno.

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