Immigrazione: in Italia cresce la paura, quasi la metà si sente in pericolo per gli stranieri

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Immigrazione: in Italia cresce la paura, quasi la metà si sente in pericolo per gli stranieri

Un’indagine dell’Osservatorio europeo evidenzia come in Italia il 46% dei cittadini si senta in pericolo a causa dell’immigrazione. Colpa dei media o emergenza reale?

Gli immigrati sono un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone? Questa è la domanda che l’istituto Demos, per conto dell’Osservatorio europeo per la sicurezza, ha rivolto a campione agli italiani.

Il risultato è che per il 46% dei nostri concittadini la risposta è stata affermativa, il dato più alto fatto registrare nel nostro paese dal 2007, quando la percezione di pericolo era arrivata fino al 51%.

Il problema dell’immigrazione è sempre attuale in Italia. Con l’Europa che non ci dà una mano, vedi rifiuto dei paesi del gruppo Viségrad nella ripartizione dei migranti, alla fine il ministro dell’Interno Marco Minniti si è dovuto adoperare in prima persona per cercare di fare accordi con la Libia, dimezzando di fatto gli sbarchi nelle ultime settimane.

Nonostante quindi gli sforzi per contenere gli arrivi sulle nostre coste, gli italiani hanno più paura degli stranieri. Questo è dovuto soltanto ai recenti fatti di cronaca, oppure anche i mass-media hanno contribuito ad amplificare questa sensazione?

Immigrazione, gli italiani hanno paura?

Tra i vari temi che più catturano l’attenzione dell’opinione pubblica negli ultimi tempi, sicuramente quello dell’immigrazione è il più sentito. L’annuale indagine svolta poi da Demos per conto dell’Osservatorio europeo sulla sicurezza non fa altro che confermare questo sentore.

Per il 46% degli italiani intervistati “gli immigrati sono un pericolo per l’ordine pubblico e la sicurezza delle persone”. Un dato questo in aumento rispetto al 2016, dove la percezione si era fermata al 40%, rappresentando anche il picco da dieci anni a questa parte.

Come si può vedere dalla tabella in alto, soltanto nel 2007 gli italiani percepivano maggiormente i migranti come un pericolo, con la percentuale che arrivava a toccare il 51%, mentre nel 1999 si arrivò alla stessa quota del 46%.

Interessante è poi vedere anche come cambia la percezione di pericolo rispetto alle intenzioni di voto. Il 75% degli elettori della Lega Nord infatti ha risposto in modo affermativo alla domanda, mentre è soltanto del 18% la percentuale di quelli del Partito Democratico.

Nel centrodestra poi il 69% degli elettori di Fratelli d’Italia e il 64% di quelli di Forza Italia percepiscono gli immigrati come un pericolo, mentre è interessante vedere come anche il 53% di chi vota Movimento 5 Stelle è sulla stessa lunghezza d’onda.

Pericolo reale oppure colpa dei media?

I dati sopra riportati fanno intendere comunque che quello dell’immigrazione sarà uno dei temi fondamentali della prossima campagna elettorale. Non è un caso che, dopo l’approvazione alla Camera, il PD abbia deciso di mettere la legge sullo ius soli in un cassetto al Senato.

Il caso delle violenze di Rimini hanno fatto rabbrividire un’opinione pubblica già fortemente contrariata dagli sbarchi dei migranti sulle nostre coste. Situazioni queste che vengono poi anche cavalcate dai vari partiti per cercare di accrescere il proprio consenso elettorale.

Molto interessante è vedere come i vari picchi di percezione del pericolo si verifichino in occasione di appuntamenti elettorali, che arrivano mentre al governo ci sono esecutivi di centrosinistra.

Nel 2007 infatti alla guida del paese c’era l’Ulivo di Prodi così come c’è ora Paolo Gentiloni espressione di un governo imperniato sul Partito Democratico. Difficile quindi che sia un caso questo nuovo aumento della preoccupazione.

Non è negabile infatti che buona parte delle televisioni e dei giornali stiano effettuando un autentico bombardamento mediatico sul tema, con i social sempre più pieni di fake news che completano l’opera.

Naturalmente non si può soprassedere di fronte ai crimini commessi da cittadini stranieri, ma la situazione in fondo non è molto diversa da quella degli scorsi anni e da quella vissuta da tutti i paesi più sviluppati soggetti al fenomeno migratorio.

Il rischio però che la prossima campagna elettorale sia tutta incentrata sul tema degli immigrati è reale. Un’eventualità questa da scongiurare perché produrrebbe il doppio problema di non affrontare i veri problemi del paese e di criminalizzare, ancor di più, chi scappa dalla guerra e della miseria in cerca di una vita migliore.

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