Fisco USA avverte 10.000 investitori di criptovalute: “Pagate le tasse o sarete puniti”

Il Fisco USA ha inviato 10.000 lettere ad altrettanti investitori di criptovalute invitandoli a sanare eventuali inadempienze

Fisco USA avverte 10.000 investitori di criptovalute: “Pagate le tasse o sarete puniti”

Il Fisco USA ha lanciato un avvertimento ai detentori di criptovalute: se non rispettate le regole andate incontro a dure punizioni. L’Internal Revenue Service (Irs) ha iniziato la sua lotta all’evasione fiscale da cryptocurrency inviando oltre 10.000 lettere ad altrettanti investitori statunitensi, mettendoli in guardia se hanno mancato di registrare entrate su transazioni in criptovaluta. Il messaggio è chiaro: evitando di sanare inadempimenti, il Fisco lo scoprirà. E provvederà a imporre pesanti sanzioni, anche penali.

La stretta del Fisco USA su evasione criptovalute

L’azione dell’Irs va analizzata anche in vista dell’arrivo di Libra, la valuta Facebook, e della stima su un’esponenziale crescita del bitcoin. Anche perché gli utenti di criptovalute statunitensi attendono ormai da molti anni la nuova guidance del Fisco, dato che l’ultima è arrivata nell’ormai lontano 2014. Il commissario Irs Charles Rettig aveva detto alla fine di Maggio 2019 che le linee guida sarebbero arrivate entro 30 giorni, ma quel termine è scaduto.

L’Irs ha inviato tre varianti della stessa lettera, a seconda delle informazioni sul contribuente. L’obiettivo è quello di “aiutare i contribuenti a capire i loro obblighi fiscali e come correggere gli errori passati”. La prima chiede al destinatario di dichiarare di essere in linea con le regole fiscali che trattano valute come bitcoin e simili come investimenti immobiliari. “I contribuenti dovrebbero prendere queste lettere molto seriamente, ha detto Rettig. L’Irs sta espandendo i propri sforzi riguardo alle valute virtuali, includendo anche un maggiore uso dell’analisi dei dati”.

Criptovalute, cosa sta facendo davvero il Fisco USA?

La lista di nomi sembra provenire da una lista di 13.000 account che hanno comprato, venduto, inviato o ricevuto valuta digitale per almeno $20.000 dal 2013 al 2015. Le lettere si riferiscono invece a transazioni del periodo 2013-2017. La piattaforma di scambio Coinbase è stata costretta da una sentenza della corte federale, nel Marzo 2018, a fornire il proprio database al Fisco.

Non è certo se quest’ultimo stia utilizzando il database di Coinbase per l’invio delle lettere, ma i critici affermano che l’Irs stia gettando l’esca senza alcuna certezza che i destinatari siano inadempienti. Tyson Cross, avvocato specializzato in criptovaluta, ha scritto su Forbes che molti dei suoi clienti che hanno riportato le proprie transazioni hanno ricevuto la missiva del Fisco statunitense.

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