Credito d’imposta quotazione PMI: da oggi è possibile fare domanda

Da oggi 1° ottobre 2018 e fino al prossimo 31 marzo 2019 è possibile fare domanda per ottenere il bonus quotazione PMI. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Credito d'imposta quotazione PMI: da oggi è possibile fare domanda

Da oggi 1° ottobre le piccole e medie imprese (PMI) italiane potranno presentare la domanda per la concessione del credito d’imposta per costi di consulenza finalizzati all’ammissione alla loro quotazione:

  • in un mercato regolamentato;
  • o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo.

L’ammontare del credito d’imposta è pari al 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 500.000 euro.

Ai fini del riconoscimento dell’agevolazione fiscale, le PMI beneficiarie dovranno inoltrare la domanda entro e non oltre il prossimo 31 marzo 2019.

Bonus quotazione PMI: domanda da oggi. Ecco chi sono i soggetti beneficiari

Possono presentare domanda per l’ottenimento del bonus quotazione PMI i seguenti soggetti beneficiari:

a) PMI costituite e regolarmente iscritte al registro delle imprese alla data di presentazione della domanda di cui all’articolo 6;
b) PMI che operano nei settori economici rientranti nell’ambito di applicazione del regolamento di esenzione, compreso quello della produzione primaria di prodotti agricoli;
c) PMI che sostengono, a decorrere dal 1° gennaio 2018, costi di consulenza allo scopo di ottenere, entro il 31 dicembre 2020, l’ammissione alla quotazione in un mercato regolamentato o in sistemi multilaterali di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo;
d) PMI che presentano domanda di ammissione alla quotazione successivamente al 1° gennaio 2018;
e) PMI che ottengono l’ammissione alla quotazione con delibera adottata dal gestore del mercato entro la data del 31 dicembre 2020;
f) PMI che non rientrano tra le imprese che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali e incompatibili dalla Commissione europea;
g) PMI in regola con la restituzione di somme dovute in relazione a provvedimenti di revoca di agevolazioni concesse dal Ministero;
h) PMI che non si trovano in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel regolamento di esenzione.

Bonus quotazione PMI: come fare domanda

Per fare domanda ai fini del riconoscimento del credito d’imposta,le PMI interessate devono inoltrare, in via telematica, all’indirizzo di posta elettronica certificata ([email protected]), nel periodo compreso tra il 1° ottobre dell’anno in cui è stata ottenuta la quotazione e il 31 marzo dell’anno successivo, un’apposita istanza formulata secondo lo schema allegato al decreto ministeriale di riferimento.

La domanda deve contenere:

a) gli elementi identificativi della PMI, ivi compreso il codice fiscale;
b) l’ammontare dei costi agevolabili complessivamente sostenuti a decorrere dal 1° gennaio 2018 per l’ammissione alla quotazione, nonché l’attestazione di cui all’articolo 4, comma 4;
c) la delibera di avvenuta ammissione alla quotazione adottata dal soggetto gestore del mercato regolamentato o del sistema multilaterale di negoziazione di uno Stato membro dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo;
d) l’ammontare del credito d’imposta richiesto;
e) la dichiarazione sostitutiva resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con l’indicazione dei codici fiscali di tutti i soggetti sottoposti alla verifica antimafia di cui all’articolo 85 del decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 159.

Regolamento credito d’imposta quotazione PMI
Decreto interministeriale MISE/MEF contenente il regolamento sul credito d’imposta finalizzato alla quotazione PMI.

Quotazione PMI: come fruire del credito d’imposta

Il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 241/1997, a decorrere dal decimo giorno lavorativo del mese successivo a quello in cui è stata comunicata la concessione alla società, attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione di versamento.

L’ammontare del credito utilizzato in compensazione non deve eccedere l’importo disponibile, pena lo scarto del modello F24.

Ai fini del controllo di cui al periodo precedente, la Direzione Generale per la politica industriale, la competitività e le PMI del Ministero, entro il quinto giorno lavorativo del mese successivo a quello in cui è stata comunicata la concessione alla società, trasmette all’Agenzia delle entrate, con modalità telematiche definite d’intesa, l’elenco delle società beneficiarie del credito, specificando l’importo spettante a ciascuna di esse.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito, né della base imponibile dell’imposta regionale sulle attività produttive e non rileva ai fini del rapporto di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del TUIR.

Il credito d’imposta di cui al presente decreto è indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso alla data della comunicazione nelle dichiarazioni dei redditi relative ai periodi di imposta successivi fino a quello nel quale se ne conclude l’utilizzo (all’interno del quadro RU).

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