Decreto Scia 2: nuove regole in edilizia. Ecco cosa cambia

Scia 2: il decreto legislativo 222/2016 introduce nuove regole in edilizia. Obiettivo la semplificazione e un Testo unico dell’edilizia uniforme su tutto il territorio nazionale. Ecco le novità.

Scia 2: nuove regole in edilizia. Con il decreto legislativo 222/2016 attuativo della riforma Madia della Pubblica Amministrazione, pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed entrato in vigore l’11 dicembre cambiano le procedure e gli interventi edilizi per i quali è necessaria la comunicazione e l’autorizzazione obbligatoria.

Il decreto che andrà a modificare ed integrare il Testo unico dell’edilizia estende l’elenco delle attività per le quali non è necessaria la Scia, ovvero la segnalazione certificata di inizio attività. Aumenta il numero di interventi edilizi che non necessitano di autorizzazioni e di comunicazioni e vengono inserite nuove attività per le quali è, al contrario, sono obbligatorie la Scia e la Cila, la Comunicazione di inizio lavori asseverata.

In base a quanto previsto dal decreto legislativo la disciplina relativa alle autorizzazioni edilizie sarà la stessa su tutto il territorio nazionale, questo per ovviare al problema di comunicazioni differenziate nei diversi Comuni. Dal momento della sua entrata in vigore, il Testo unico dell’edilizia disporrà in maniera certa e univoca e non saranno autorizzate leggi diverse rispetto a quelle nazionali, fatti salve casi particolari in cui sarà il Comune a dover disporre sulle comunicazioni e autorizzazioni necessarie.

La portata innovativa del decreto è che in materia di Scia, Cila e permessi necessari per avviare una nuova attività viene attuata una vera e propria semplificazione, al fine di ridurre gli adempimenti burocratici in ordine a determinate categorie di interventi edilizi.

Vediamo nel dettaglio tutte le novità relative alla Scia, la segnalazione certificata di inizio attività, inserite nel Testo unico per l’edilizia.

Decreto Scia 2: nuove regole in edilizia. Ecco cosa cambia

Il nuovo Testo unico sull’edilizia entrato in vigore l’11 dicembre 2016 semplifica notevolmente la disciplina relativa ai permessi necessari per l’inizio di una nuova attività.

Il decreto legislativo Scia 2 presenta in allegato 142 pagine nelle quali sono contenute tutte le attività e i relativi permessi. Ma verranno introdotte ancora novità: con l’entrata in vigore del decreto verrà eliminata la Dia, ovvero la Denuncia di inizio attività sostituita dalla Scia, e la Cil, la Comunicazione di inizio lavori.

Merito del decreto voluto dal Ministro Madia e rimasto indenne alle pronunce di illegittimità della Corte Costituzionale è aver notevolmente semplificato e uniformato la disciplina relativa ai permessi edilizi. Infatti una delle grane per le imprese è stata fino ad oggi la diversa disciplina adottata dai Comuni, con la richiesta di permessi ulteriori rispetto a quelli stabiliti dal Testo unico per l’edilizia.

Dal momento dell’entrata in vigore del decreto, bisognerà seguire cinque procedure in campo edilizio, ovvero la Scia, la Scia alternativa al permesso di costruire, l’edilizia libera (che non necessita di permessi) e il permesso di costruire.

Ecco le principali novità introdotte al Testo unico per l’edilizia alle quali gli Enti locali dovranno adeguarsi entro il 17 giugno 2017.

Decreto Scia 2: al via la semplificazione. Tutte le novità in edilizia

Nel testo del decreto legislativo si legge che i regimi amministrativi che resteranno in vigore sono:

  • attività di edilizia libera;
  • Cila, comunicazione di inizio lavori asseverata;
  • Scia, segnalazione certificata di inizio attività;
  • permesso di costruire.

Tra le opere di edilizia libera, ovvero le attività per le quali non è necessaria la comunicazione di inizio lavori, vengono incluse:

  • opere di manutenzione ordinaria, ovvero riparazione, rinnovamento, sostituzione di finiture di edifici, opere necessarie a integrare o mantenere in efficienza impianti tecnologici esistenti;
  • interventi di installazione di pompe di calore di potenza termica inferiore a 12 kw;
  • installazione di pannelli solari e fotovoltaici in edifici fuori dai centri storici;
  • opere di pavimentazione o finitura di spazi esterni;
  • realizzazione di aree ludiche senza scopo di lucro;
  • installazione di elementi di arredo nelle aree pertinenti l’edificio.

Scia e Cila: casi in cui sono obbligatorie

In base a quanto stabilito dal decreto, bisogna presentare la Scia alternativa al permesso di costruire, con inizio dei lavori entro 30 giorni dalla presentazione, in caso di ristrutturazioni pesanti, interventi di nuova costruzione in esecuzione di strumenti urbanistici generali e ristrutturazione edilizia disciplinata da piani attuativi.
Obbligatoria inoltre la Scia nel caso di nuova costruzione edilizia. Per il soggetto che ha presentato la Scia viene fissato in 15 giorni dalla fine dei lavori il limite per richiedere il certificato di agibilità o un’autorizzazione sottoscritta da professionista.

Al contrario, è necessario presentare la Cila, ovvero la Comunicazione di inizio lavori asseverata, nei seguenti casi:

  • restauro e risanamento conservativo che non interessano parti strutturali dell’edificio;
  • manutenzione straordinaria leggera, ovvero interventi edilizi che non alterino la volumetria, che non modifichino la sagoma e i prospetti e che non riguardino le parti strutturali dell’edificio.

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