Cyber Crime: con il coronavirus aumenta il pericolo di attacchi hacker

Anna Maria Ciardullo

22 Aprile 2020 - 17:34

22 Aprile 2020 - 17:36

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Il coronavirus ha aumentato il pericolo di attacchi hacker. Quali sono le vittime più sensibili al Cyber Crime?

Cyber Crime: con il coronavirus aumenta il pericolo di attacchi hacker

Il coronavirus ha aumentato il pericolo di attacchi hacker. Il virus, infatti, è diventato a tutti gli effetti la nuova arma del Cyber Crime, che utilizza l’argomento come esca per fare breccia nelle informazioni sensibili di persone, aziende e istituzioni.

Si tratta di un effetto indiretto generato dall’attenzione sul tema: maggiore è il clamore legato all’emergenza coronavirus, maggiori sono le opportunità per i criminali della rete di colpire le proprie vittime.

A lanciare l’allarme è stato il centro Leonardo in un report scritto nell’ambito di un’iniziativa solidale che il polo italiano dell’aerospazio, difesa e sicurezza ha messo a disposizione di 100 aziende, offrendo loro servizi di protezione dagli attacchi informatici.

Con il coronavirus aumenta il pericolo di attacchi hacker: chi rischia?

Nessuno può dirsi al sicuro dagli attacchi hacker, ma in questo momento gli obiettivi più sensibili in tema di cybersecurity sono le organizzazioni sanitarie e umanitarie, le case farmaceutiche e le attività di raccolta fondi contro il COVID-19.

Più tradizionalmente, gli hacker puntano a violare i sistemi di obiettivi militari e di intelligence, ma la ricerca di nuovi farmaci, vaccini e test diagnostici ha alimentato una nuova ondata di minacce e spionaggio.

Gli hacker, ad esempio, il mese scorso hanno preso di mira il sito dell’OMS con diversi attacchi, colpendolo proprio mentre è impegnato ad affrontare e contenere l’emergenza coronavirus.

Secondo i dati diffusi dai Security Operation Center di Chieti e Bristol, nell’arco di due mesi sono stati oltre 230.000 gli episodi di truffe della rete che avevano come oggetto il coronavirus, volte a far proliferare malware e spam in server e computer. Il 6% di questi si è verificato in Italia.

Un altro soggetto altamente a rischio sono le aziende che promuovono lo smart working. Con l’aumentare dei computer e di altri device domestici connessi alle reti aziendali, i sistemi privi di un’adeguata protezione sono diventati estremamente più fragili. I settori più colpiti negli ultimi mesi sono stati: industriale, finanziario, trasporti e cosmetica.

Coronavirus nuova esca del web: come operano gli hacker?

La fantasia degli cyber criminali è stata alimentata in modo preoccupante dal tema coronavirus, che per questo ha aumentato il pericolo di attacchi hacker.

Dalle campagne di disinformazione, che cercano ad esempio di creare attriti a livello internazionale, alla diffusione di false mappe dei contagi, l’obiettivo è sempre quello di aumentare l’apprensione, il bisogno spasmodico di raccogliere informazioni, di ricevere consigli su come evitare il contagio, per poi fare leva sull’emotività.

Leonardo ha previsto infatti che gli hacker continueranno ad utilizzare la COVID-19 come arma fino a che l’interesse dell’opinione pubblica a riguardo sarà elevato.

Nel suo report sono segnalati come i più diffusi gli attacchi via email, camuffati da messaggi accattivanti. Questi giocano su riferimenti a misure di contenimento o somigliano a messaggi ufficiali diffusi dalle autorità sanitarie.

Talmente simili, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato un avviso per mettere in allerta gli utenti dagli hacker che a nome dell’agenzia si infiltrano per rubare informazioni preziose, come le credenziali bancarie.

Molte, naturalmente, anche le raccolte benefiche fasulle destinate direttamente al furto di denaro.

Un altro dato interessante riguarda, infine, l’aumento esponenziale delle registrazioni di domini web contenenti la parola coronavirus, pagine che potrebbero essere usate per diffondere false informazioni o comunque con scopi dannosi. A febbraio ne sono nate circa 250 al giorno, a marzo la media giornaliera ha toccato quota 7.000.

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