Bollettino Bce: crescita robusta ma rallentata, allarme sui dazi

Da Francoforte arriva l’allarme sull’introduzione dei dazi che minacciano l’economia globale, mentre la crescita dell’Eurozona è meno sostenuta rispetto al 2017

Bollettino Bce: crescita robusta ma rallentata, allarme sui dazi

Nei primi mesi 2018, i dati confermano una crescita solida e generalizzata sebbene a un ritmo meno sostenuto rispetto al 2017 e l’Italia resta sorvegliata speciale sul fronte di reddito e consumi.

Sono alcune osservazioni contenute nell’ultimo Bollettino della Bce di agosto, nel quale si analizza il nuovo scenario economico-finanziario anche alla luce dell’introduzione dei dazi da parte degli Usa, che ha scatenato una vera e propria guerra commerciale, soprattutto con la Cina.

Crescita solida ma più lenta

Secondo quanto si legge nel documento della Bce, tutti i più recenti indicatori economici consegnano un contesto di crescita “ solida e generalizzata ” anche se meno sostenuta rispetto al 2017, quando invece si era registrata una “espansione molto elevata”.

Un rallentamento che per Francoforte è dovuto essenzialmente

“al più debole stimolo derivante dal commercio con l’estero, in precedenza molto vigoroso, a cui si aggiungono gli effetti di una maggiore incertezza e di alcuni fattori temporanei dal lato dell’offerta, sia a livello interno sia a livello mondiale”.

Nonostante questo freno, a trainare la crescita ci pensano i consumi privati sostenuti dall’occupazione, una maggiore ricchezza della famiglie, gli investimenti delle imprese che beneficiano di forme di finanziamento favorevoli. La situazione, però, come vedremo, è diversa da Paese a Paese.

L’allarme sui dazi

In questo contesto, che nonostante il rallentamento resta favorevole, a incidere negativamente, secondo la Bce, è la pericolosa guerra commerciale a colpi di dazi scatenata dal Presidente Usa contro numerosi Paesi del mondo, Cina in primis.

Non a caso, negli ultimi mesi, l’economia mondiale ha risentito dei rischi di un contesto incerto, fatto di annunci, minacce ma anche di effettivi aumenti delle tariffe e potenziali ritorsioni da parte dei Paesi interessati dalle politiche di Donald Trump.

Uno scenario che mette in allarme Francoforte:

“Nel complesso se venissero implementate tutte le misure annunciate, il livello medio dei dazi commerciali imposti dagli Stati Uniti raggiungerebbe valori mai osservati negli ultimi 50 anni. Tali sviluppi costituiscono un grave rischio per le prospettive dell’attività e del commercio mondiali a breve e medio termine”

avverte infatti la Bce.

Italia osservata speciale

Nel dettaglio, tra i Paesi dell’Eurozona che stanno affrontando meglio la crescita, non c’è l’Italia. Il nostro Paese, insieme alla Spagna, secondo la Bce non ha ancora evidenziato una completa ripresa nei consumi, a differenza di altre nazioni, come Germania e Francia, dove invece sono cresciuti rispetto al periodo pre-crisi.

Inoltre, in Italia e Spagna,

“i redditi reali da lavoro dipendente permangono significativamente inferiori rispetto a prima della crisi a causa della moderazione salariale indotta dalla crisi e della disoccupazione rimasta su livelli elevati”.

Stesso discorso per il reddito netto da interessi, che nel nostro Paese ha subito un calo più “ingente” e questo perché “le famiglie italiane detengono una quantità relativamente ampia di attività fruttifere di interessi e sono relativamente meno indebitate”.

Confermato stop Qe

Nel bollettino di agosto, la Bce affronta anche la questione del Qe confermando che

“in base ai dati in arrivo che confermano le prospettive di inflazione a medio termine, ridurrà il ritmo mensile degli acquisti di attività nette a 15 miliardi di euro fino alla fine di dicembre 2018 e quindi concluderà gli acquisti netti”.

Ma sul fronte della politica monetaria, Francoforte sottolinea che per accompagnare la ripresa e sostenere la crescita sarà ancora necessario un “ampio grado di accomodamento monetario”.

Inoltre, la Bce

“ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della Bce e continua ad attendersi che si mantengano sui livelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine”.

Iscriviti alla newsletter per ricevere le news su BCE

Argomenti:

Eurozona Italia BCE

Condividi questo post:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.