Titoli di Stato italiani in difficoltà attendendo il Def, cosa aspettarsi?

Giornata complessa sul comparto dei titoli di Stato italiani. Operare sui futures scritti sul BTP potrebbe essere complesso, sopratutto sulla parte breve della curva

Titoli di Stato italiani in difficoltà attendendo il Def, cosa aspettarsi?

Seduta ad alta tensione sul mercato dei titoli di Stato italiani in vista della pubblicazione dell’aggiornamento al Documento di economia e finanza (Def), prevista per questa sera. Il mercato spera che il Governo alla fine indichi un rapporto Deficit/Pil inferiore al 2%; nel caso venga sforato questo tetto la reazione degli investitori internazionali potrebbe colpire duramente i titoli di Stato italiani soprattutto sulla parte breve della curva, la più a rischio nonostante la bassa volatilità dell’ultimo mese.


Elaborazione Ufficio studi Money.it

In questo contesto diventa indispensabile monitorare l’andamento dei futures sui due principali benchmark a 2 e 10 anni. L’Ufficio studi di Money.it propone di seguito un’analisi di entrambi i derivati quotati sul mercato Eurex (negoziazione in continuo fino alle ore 19:00 di questa sera).

Analisi tecnica BTP Futures: fase incerta, volatilità alle porte


BTP Future short-term, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Come vediamo dal grafico il mercato secondario dei titoli di Stato italiani sta ancora metabolizzando l’atroce sell off di martedì 29 maggio scorso. Il Future sul BTP a breve termine sta costruendo un modello di consolidamento a ridosso dei supporti statici di medio termine individuabili a 110 euro, il più immediato, e a 109 euro, il successivo. Per prezzi inferiori a questo trading range il mercato potrebbe intensificare le vendite e riportare le quotazioni a ridosso dei minimi di fine maggio. Per il fronte rialzista invece il livello più importante da superare, nel breve, è espresso dalla resistenza statica a 111,20 euro.


BTP Future long-term, grafico giornaliero. Fonte: Bloomberg

Il Future sul BTP decennale rimane sotto pressione rispetto alle passate sedute, sebbene in un contesto ancora costruttivo sul medio termine. Le prime avvisaglie di un deterioramento del sentiment arriverebbero qualora le quotazioni scendessero sotto il supporto a 125 euro. Un movimento in tal senso spianerebbe la strada ad un ritorno dei prezzi in zona 122,225 euro, dove peraltro passa il supporto dinamico più importante per le sorti di medio e lungo periodo del titolo (in blu nel grafico). Solo a partire da queste zone potremmo assistere ad un nuovo rientro dei compratori, così come avvenuto il 29 maggio scorso con l’intervento in acquisto sul mercato delle principali banche italiane. Sul fronte opposto invece lo scenario cambierebbe radicalmente solamente qualora le quotazioni trovassero la forza di superare quota 130 euro.

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Elaborazione Ufficio Studi Money.it

Tenendo in considerazione che domani e la prossima settimana si avrà a che fare con sedute dalla volatilità sostenuta, si potrebbero adottare strategie di matrice ribassista in caso di un ritorno da parte delle quotazioni a 125,56 euro. In questo caso il livello di stop loss che consentirebbe di minimizzare il rischio dell’operazione è 128,30 euro, l’obiettivo principale a 123,60 e quello finale a 122,46 euro.

Se invece i corsi dovessero ritornare al di sopra di area 127,02 euro si potrebbero considerare strategie di stampo rialzista con stop loss a 124,40 euro, obiettivo primario a 130 euro e obiettivo finale a 131,20 euro.

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