La situazione dei mercati sembra migliorata, l’Italia in questi giorni ha ripreso un po di ossigeno grazie all’andamento positivo di Piazza Affari e la discesa dello spread. Si sono registrati tassi sui bond italiani sotto il 4% e il tanto temuto spread tra i Btp italiani a 10 anni e i Bund tedeschi si aggira ormai intorno a quota 250. Ricordiamo che nel momento di picco della crisi italiana, a fine 2011, lo spread ha toccato valori oltre i 500 punti base e l’Italia era sul punto di fare crack sotto i colpi della speculazione. La situazione attuale sembra migliorata e, dopo settimane complicate anche dal punto di vista politico, si è arrivati finalmente alla formazione di un nuovo governo targato Enrico Letta.
Nonostante questi dati positivi nel fine settimana è arrivata la doccia fredda.
L’investitore miliardario George Soros, a Udine per ritirare un premio intitolato a Tiziano Terzani, ha rilasciato delle dichiarazioni che lasciano poco spazio alla fantasia e alla speranza per la ripresa italiana. Soros infatti crede che la ripresa dei mercati, con il conseguente calo dei costi di finanziamento italiani non sia sostenibile a causa del persistere di gravi problemi in tutta l’eurozona.
Parole di Soros
Secondo Soros quindi «la ripresa non durerà a lungo . Ci troviamo in una situazione molto lontana dall’essere in equilibrio.» L’Italia finalmente ha un governo, ma il premier Enrico Letta deve affrontare il problema del debito pubblico italiano. Arrivato a toccare il 130% circa del Pil, tra tutti i paesi dell’UE, è secondo solo a quello della Grecia; a ciò si aggiunge un’economia debole, caratterizzata da una crescita debolissima negli ultimi anni e un sistema politico instabile e disfunzionale.
In occasione della premiazione a Udine Soros ha sottolineato che «l’Italia non è più artefice del proprio destino» dal momento che dipende sempre di più dalle decisioni prese dall’Unione europea nella quale il Bel paese ha sempre meno voce in capitolo.
Italia e Piazza Affari
Per quanto riguarda i titoli di stato venerdì scorso il rendimento del Btp si è attestato al 3,88% e lo spread si è ridotto a quota 249 grazie ad un forte incremento del titolo decennale tedesco, passato 1,27% all’1,38%. Il ministero dell’economia ha potuto così collocare 7 miliardi di Bot a 12 mesi con un rendimento dello 0,70%, il minimo dalla nascita della moneta unica.
Bene anche Piazza Affari, con l’indice FtseMib che ha chiuso la settimana con un +1,1% portando il guadagno della settimana a un +2,1% e quello annuale a +6%. Questi, i numeri dell’ultima settimana sul fronte dei mercati, ma le parole di Soros e non solo invitano alla prudenza.
Nel fine settimana il ministro delle finanze Fabrizio Saccomanni è volato a Bruxelles per partecipare al G7, all’Eurogruppo e all’Ecofin. L’obiettivo della missione di Saccomanni era di convincere l’Europa sulla chiusura della procedura d’infrazione per disavanzo eccessivo puntando sulla stabilità dell’esecutivo e la qualità del suo programma di riforme. La decisione finale riguardo alla procedura contro l’Italia arriverà solo a fine mese, la sua chiusura ridurrebbe ancora lo spread e potrebbe anche allungare i termini per raggiungere l’equilibrio strutturale di bilancio richiesto dell’UE.
A livello di macroeconomia altri segnali di prudenza arrivano dal Giappone che, in occasione del G7, ha rassicurato i colleghi sul fronte dei cambi. Il governatore Kuroda ha assicurato che la politica monetaria attuata da Tokyo non mira alla svalutazione dello yen. I numeri però danno indicazioni diverse: da novembre lo yen ha perduto più del 30% sul dollaro e la borsa di Tokyo ha registrato un +60%.