Reddito di cittadinanza: le regole del Garante della privacy sul controllo dei conti correnti

Reddito di cittadinanza: i controlli sui conti correnti devono rispettare le norme sul trattamento dei dati personali. Le indicazioni del Garante della privacy.

Reddito di cittadinanza: le regole del Garante della privacy sul controllo dei conti correnti

Reddito di cittadinanza, come avvengono i controlli sui conti correnti? Come noto, i beneficiari della misura assistenziale sono soggetti a controlli su conti corrente, buoni fruttiferi, depositi bancari e altro, al fine di verificare la sussistenza dei requisiti per ricevere la misura.

Questi controlli vengono effettuati dall’Agenzia delle Entrate e dall’Inps e, in caso di dichiarazioni false o gravi omissioni, il beneficiario del Rdc rischia fino a 6 mesi di carcere.

Tuttavia, il Garante della privacy ha richiamato al rispetto delle norme a tutela dei dati personali, per scongiurare che le banche e gli altri enti siano esposti a reclami per violazione delle leggi sul trattamento dei dati. Vediamo adesso quali sono state le indicazioni del Gdpr.

Rdc, controlli sui conti correnti: le indicazione del Gdpr

Chi fa domanda per il reddito di cittadinanza subisce una serie di controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate e dell’Inps, per verificare le sue effettive condizioni economiche.

Questi controlli coinvolgono i conti correnti, i buoni fruttiferi, i depositi bancari e tutti gli indicatori economici del richiedente e, possono esporre alla violazione dei dati personali.

Per evitare i reclami, enti ed istituti bancari devono dimostrare di aver adempiuto alle norme prescritte dal Garante della privacy, in particolare:

  • le modalità di trattamento e conservazione dei dati personali;
  • l’adempimento degli obblighi di informazione dell’utente controllato;
  • la logica del trattamento automatizzato dei dati.

Già nel mese di febbraio, il Garante aveva rilevato delle anomalie rispetto al trattamento dati, affermando in una nota:

“si segnala, al riguardo, che il sito rivela, già nel suo attuale stato di sviluppo, alcune carenze, in particolare, nell’informativa sul trattamento dei dati e nelle modalità tecniche della sua implementazione (che, ad oggi, comportano un’indebita e non trasparente trasmissione a terzi dei dati di navigazione, quali indirizzi IP e orario di connessione, da parte dei visitatori del medesimo sito)”.

Questo ulteriore ammonimento serve, invece, a scongiurare i reclami da parte degli utenti, salvaguardare la privacy ed ottimizzare i benefici del Reddito di cittadinanza.

Rdc: chi effettuare i controlli sui conti corrente?

I controlli necessari a verificare la presenza dei requisiti reddituali richiesti sono effettuati da diversi enti: Guardia di Finanza, Commissione tributaria, Agenzia delle Entrate e Inps.

I documenti funzionali ad effettuare i controlli possono essere richiesti alle Poste o agli istituti bancari, sempre dietro autorizzazione del Direttore centrale o regionale dell’Ente. La Guardia di Finanza, invece, deve avere l’autorizzazione del Comandante regionale.

Per sapere nel dettaglio quali sono le informazioni oggetto di accertamento cliccare qui.

Rdc: i dati soggetti al controllo

Gli enti preposti al controllo dei dati possono avere accesso al Sid (Sistema di interscambio di flussi) dell’Agenzia delle Entrate: si tratta di un database che mette insieme le banche dati di Poste italiane e gli istituti di credito.

In questo modo è possibile monitorare i buoni fruttiferi, i fondi pensione, il deposito titoli, la gestione del risparmio, le obbligazioni e tutti i movimenti bancomat, carta di credito nonché i finanziamenti. Oltre a queste informazioni, è possibile controllare anche gli assegni, le transazioni e le bollette associate al conto corrente.

Al contrario non si possono controllare i prelievi dal conto, che sono liberi.

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