Quota 96: primo giorno di scuola anche per i docenti. Pensione sempre più lontana, ecco le novità

Il governo Renzi, occupato a riformare la scuola con il progetto della «buona scuola» sembra però essersi dimenticato dei 4mila docenti che, nonostante abbiamo i requisiti, non possono andare in pensione.

Hanno sperato per tutta l’estate di non dover tornare in cattedra, ma le loro aspettative sono state tradite per l’ennesima volta e i docenti quota 96 questa mattina hanno rimesso piede nelle aule italiane.

L’unico spiraglio di speranza arriva dalla consultazione online lanciata dal governo sulla «Buona scuola» e finalizzata ad accogliere il parere e i consigli dei cittadini sulla riforma del sistema scolastico. In questa sede i quota 96 hanno intenzione di far sentire forte e chiara la propria voce, ma intanto si allungano nuovamente i tempi per la loro pensione.

Ultime promesse tradite
La prima delusione di quest’anno è arrivata da Palazzo Chigi che su indicazione della Ragioneria dello Stato ha stracciato un emendamento, già approvato con largo consenso dal Parlamento, che avrebbe permesso ai quota 96 di andare in pensione. La motivazione pare essere legata alla mancanza di risorse economiche, ma fanno giustamente notare da Sel, proprio in quei giorni sono stati trovati tutti i soldi necessari per confermare le missioni militari la cui spesa va ben oltre quella necessaria per la pensione dei quota 96.

Mercoledì 3 settembre è stato il giorno dell’attesissima presentazione delle linee guida per la riforma della scuola. I docenti quota 96 hanno sperato fino all’ultimo che all’interno della riforma della scuola ci fosse posto anche per la risoluzione del loro problema. Ma niente da fare. «La Buona scuola» prevede l'assunzione di 150 mila insegnanti nel 2015 e altri 40mila a partire dal 2016, ma nessun accenno nella riforma al pensionamento dei 4mila quota 96.

Consultazione pubblica
A partire da oggi, 15 settembre, primo giorno di scuola, il governo ha lanciato sul sito labuonascuola.gov.it una consultazione pubblica sulla riforma. La possibilità dei quota 96 adesso è di far sentire la loro voce e partecipare al dibattito che il governo vuole lanciare intorno ai temi della scuola.

All’interno del Parlamento i quota 96 hanno trovato un appoggio importante in Sinistra Ecologia e Libertà che ha esposto in aula cartelloni con scritto «Quota 96 Decreto Subito» e criticato fortemente Renzi per l’indifferenza con cui affronta, o meglio non affronta, il problema dei docenti. Anche in occasione della Fiera del Levante il premier ha totalmente ignorato le delegazione di docenti quota 96 recatasi sul posto per portare al premier le proprie istanze e idee per la risoluzione del problema.

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