Non solo BCE: ecco come si muovono le altre Banche Centrali

BCE ma non solo: Australia, Canada e Inghilterra. Ecco le ultime dichiarazioni dei presidenti delle banche centrali e le conseguenze sul mercato FOREX.

Molte banche centrali si sono pronunciate nell’ultima settimana. In questo articolo forniremo un riassunto accurato delle molte decisioni prese negli ultimi giorni dalla Banca Centrale di Australia, Canada, Inghilterra e la Banca Centrale Europea.

Australia - RBA
Come previsto, il presidente della Banca Centrale d’Australia - nota come Reserve Bank of Australia (RBA) - Glenn Stevens e il consiglio di amministrazione hanno deciso di mantenere i tassi di interesse invariati al 2,50%, citando la preoccupazione riguardo i prezzi delle materie prime in calo, in particolare quello del principale prodotto di esportazione australiano: il ferro.
Come già fatto in altre dichiarazioni di politica monetaria precedenti, Stevens ha ribadito che la manovra più prudente è quella di mantenere la stabilità dei tassi di interesse.

Naturalmente Stevens ha anche colto l’occasione per parlare del dollaro australiano durante la il suo intervento. «Il dollaro australiano è ancora al di sopra della maggior parte delle stime del suo valore fondamentale», ha spiegato.
«Un tasso di cambio più basso sarà necessario per raggiungere una crescita equilibrata dell’economia.»
Questa affermazione relativamente negativa, unita ai risultati del PIL del terzo trimestre 2014 più bassi del previsto e alle speculazioni su un futuro taglio sugli interessi da parte della RBA, è stata sufficiente a mantenere il dollaro australiano debole per gran parte della settimana di trading.

Canada -BOC
In contrasto con la cauta retorica della RBA, la dichiarazione della Banca Centrale del Canada (Bank of Canada - BOC) è stata molto più ottimista. Il presidente Poloz che ha accennato ad un aumento del tasso di interesse più vicino del previsto. Anche se la banca centrale canadese ha deciso di mantenere i tassi di interesse ben controllati per il momento, Poloz vede prendere piede una grande e sostenuta ripresa.
In particolare, il presidente della BOC ha riconosciuto all’economia degli Stati Uniti il merito di sostenere l’industria dell’esportazione canadese, nonostante il recente calo dei prezzi del petrolio. Inoltre, l’austerity precedente è ormai stata giustificata, in quanto l’inflazione annuale del Canada adesso si attesta al 2,4% - ad un livello di sicurezza sopra il target della banca centrale del 2%.

Nessuna meraviglia che il Loonie (dollaro canadese) sia riuscito a rimettersi in piedi dopo la sua caduta subito dopo la dichiarazione dell’OPEC, che non ha previsto alcun taglio di produzione nel mercato petrolifero. Mentre il vantaggio della valuta canadese rispetto al dollaro americano è stato limitato, il Loonie è comunque stato in grado di cogliere dei guadagni significativi contro l’euro e il dollaro australiano.

Inghilterra - BOE
Si tenga a mente che la Banca Centrale di Inghilterra (BOE) ha deciso di mantenere i tassi di interesse bloccati e le misure di acquisizione invariate, come si prevedeva. Molti membri della BOE hanno espresso preoccupazione per l’inflazione, e il presidente Carney ha evidenziato il peso dei rischi esterni rilevati nel report sull’inflazione del mese scorso. Questi problemi potrebbero venire fuori nuovamente nella trascrizione ufficiale dell’incontro della BOE previsto tra un paio di settimane.

Il GBP/USD ha subito un esplosione di volatilità nel corso della conferenza, per poi rimanere invariato, a pochi pip sotto il livello dell’1.5700. Il GBP/JPY è stato svenduto rapidamente subito dopo le dichiarazioni, ma è riuscito a mantenere il livello dei 188.00.

Banca Centrale Europea - BCE
Tra le dichiarazioni delle banche centrali di questa settimana, la conferenza della BCE è stato forse la più emozionante. Nei giorni antecedenti l’evento, i forex trader erano in attesa di un ulteriore allentamento o almeno di qualche osservazione sulla situazione euro da parte di Draghi.
La dichiarazione ha disilluso le aspettative: Draghi ha semplicemente detto che si aspetterà fino al prossimo anno per rivalutare l’economia dell’Europa e l’impatto delle ultime manovre di allentamento. In realtà, sembra che il presidente della BCE abbia cercato di gestire le aspettative del mercato sul tanto atteso QE quando ha ricordato che ci sono molti altri dati da guardare e analizzare e che non promette nulla per la prossima riunione in programma.

A quelle parole l’EUR/USD è saltato fuori di più un centinaio di pips dai minimi dell’1.2300, mentre l’EUR/JPY è arrivato ad un massimo di 148.58 durante la conferenza stampa della BCE. Mentre i “tori” dell’euro sembrano godersi la festa, non si dimentichi che Draghi ha anche sottolineato che non tollererà eventuali deviazioni prolungate dalla stabilità dei prezzi, il che suggerisce che la BCE sia pronta ad agire se le pressioni inflazionistiche continueranno a indebolirsi.

In poche parole, questi eventi recenti suggeriscono che sia l’Unione Europea sia l’Australia stiano continuando a spronare l’economia e a incoraggiare il mercato parlando di ulteriori allentamenti, mentre il Canada si muovendo verso il sostenimento di una linea dura. L’Inghilterra, invece, sembra sia bloccata nel mezzo. Come pensi influiranno le dichiarazione delle banche centrali sull’andamento dei prezzi nel forex fino all’inizio del prossimo anno?

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