Per Moody’s non c’è speranza: siamo nel «decennio perduto dell’Europa». In Italia la crescita tornerà solo nel 2016

Alessandro Iacopini

10 Novembre 2014 - 15:46

10 Novembre 2014 - 15:51

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Lo scrive l’agenzia di rating nell’annuale Global Macro Outlook. Crescita del Pil dell’eurozona nel 2014 rivisto a ribasso: pesano i grandi problemi internazionali.

Secondo l’agenzia di rating Moody’s siamo ormai di fronte alla “decade persa per l’Europa”.Dal 2008 al 2019, in sostanza, il nostro continente avrà di fatto buttato al vento un interno decennio in cui i governi nazionali e continentali non sono stati in grado di invertire la spirale recessiva. La valutazione arriva dal Global Macro Outlook che l’agenzia pubblica ogni anno. Secondo Moody’s:

“Per il 2019 ci aspettiamo che l’economia europea sia piu’ piccola del 17% (o 1700 miliardi di euro) di quanto non sarebbe stata se fossero stati mantenuti i trend di crescita pre-crisi”.

Nel report, inoltre, molta attenzione è dedicata alla situazione dell’economia europea e, in particolare, al rallentamento economico che si sta registrando nell’Eurozona durante il secondo semestre del 2014:

“La ripresa dell’economia dell’eurozona ha conosciuto una drastica battuta di arresto alla metà del 2014 e non ci aspettiamo un significativo rimbalzo nella crescita del Pil nel breve termine in quanto la debolezza evidenziata dai dati macro rivela problemi di lunga data”.

Moody’s ha quindi ritoccato al ribasso la previsione di crescita economica: il PIL salirà solo dello 0,7% rispetto all’1,2% previsto inizialmente. Solo dal prossimo anno la ripresa accelererà leggermente, attestandosi allo 0,9 nel 2015 all’1,3% nel 2016. Secondo l’agenzia, inoltre, la ripresa globale è rallentata a causa della frenata cinese, dei problemi strutturali dell’Eurozona e delle difficoltà in Brasile e Sudafrica.

Secondo gli analisti di Moody’s, infine, le riforme economiche nei paesi periferici, e in particolare in Italia e Francia:

“avranno un effetto positivo ma graduale sul Pil”.

Inoltre:

«La debole domanda proveniente dal resto dell’eurozona pesera’ sulla ripresa anche negli altri paesi periferici dell’eurozona dove la crescita del pil sino ad ora e’ stata guidata soprattutto dalle esportazioni».

Nello specifico, Moody’s cita le stime Ocse per cui l’impatto delle riforme in Francia sarà nell’ordine di un punto e mezzo di Pil in cinque anni.

L’Italia ancora in difficoltà
Riguardo all’Italia, l’agenzia di rating smentisce tutti, dal Governo alla Commissione Europea: secondo il rapporto nel 2015 il Pil italiano si assesterà in una forbice compresa fra il meno 0,5% e il più 0,5%. Solo una settimana fa il Governo, la Commissione europea e l’Istat avevano parlato di un calo intorno allo 0,4% nel 2014 e di una ripresa dello 0,5/6% nel 2015.

Secondo l’agenzia di rating, inoltre, l’economia faticherà a riprendere quota anche nel 2016, anno per cui la previsione è compresa tra lo zero e il +1%. Riguardo alla disoccupazione, Moody’s stima che si assesterà ad tasso compreso fra il 12,5% e il 13,5% per il 2014, tra il 12% e il 13% per il 2015 e ancora fra il 12 e il 13 per cento per il 2016.

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