Pensioni 2015, opzione donna, opzione uomo, esodati: gli interventi della Legge di Stabilità

La vicenda degli interventi legislativi sulle pensioni non è definitivamente chiusa: potrebbero, infatti, arrivare in Legge di Stabilità alcuni interventi ad hoc su opzione donna, opzione uomo e sulla pensione anticipata per gli esodati: ecco le misure che potrebbero essere attuate.

La vicenda della riforma delle pensioni o degli specifici interventi in campo previdenziale che dovranno entrare nella Legge di Stabilità 2016 inizia a diventare un giallo dai contorni oltre modo fumosi, dove il gioco del poliziotto buono (Poletti) e di quello cattivo (Padoan) non contribuisce a portare alcuna chiarezza.
Mentre una riforma organica delle pensioni era stata archiviata nei giorni scorsi dal titolare di Via XX Settembre, sembra ora, stando alle ultime dichiarazioni rilasciate dal Premier e dal Ministro del Lavoro che, nella Legge di Stabilità 2016 potrebbero vedere la luce specifici interventi in campo previdenziale come la pensione anticipata per i soli esodati, peraltro già annunciata dal ministro Padoan, e una revisione dell’opzione donna, probabilmente estesa ai disoccupati di età elevata con l’inedito strumento dell’opzione uomo.
Quel che è certo è che solo giovedì, quando i ministri dell’Economia e del Lavoro saranno ascoltati dalle Commissioni Bilancio e Lavoro di Camera e Senato, si avranno i primi dettagli certi delle misure su pensioni, esodati e opzioni varie che potrebbero entrare effettivamente in Legge di Stabilità o in un disegno di legge collegato.
Al momento le certezze riguardano più la tenuta dei conti e le modalità per mantenere salda questa tenuta: l’intervento dovrà essere, infatti, a costo zero per le casse dello Stato o, comunque a costi molto ridotti, da mantere entro il miliardo di euro, per prevedere un impegno di risorse maggiore in un primo momento che verrà, poi, recuperato dopo. Ecco allora quali sono gli interventi allo studio dei tecnici e le misure che potrebbero essere introdotte.

Opzione donna
Come si ricorderà lo strumento dell’opzione donna esaurisce la sua validità il prossimo 31 Dicembre. Una delle ipotesi al vaglio è quella di rinnovarlo con nuove regole:

  • pensione anticipata a 62-63 anni, quindi con un anticipo massimo di 4-3 anni;
  • un minimo di 35 di contributi;
  • una penalizzazione dell’importo dell’assegno del 3,3% annuo per una durata massima di 3 anni e per una riduzione massima dell’importo dell’assegno del 10%;

In tale ipotesi il passaggio al sistema contributivo (che determinava un taglio dell’assegno pensionistico del 25% circa) non sarebbe più obbligatorio e verrebbe comunque introdotto lo strumento della pensione anticipata con penalizzazione per questa specifica categoria di contribuenti.

Opzione uomo
Uno strumento speculare all’opzione donna, da riservare ai disoccupati in età avanzata che faticano a trovare una nuova occupazione e che sono comunque vicini al momento della pensioni potrebbe essere quello dell’opzione uomo. Anche in questo caso si prevederebbe:

  • una pensione anticipata di un massimo di 3 o 4 anni rispetto alle soglie attualmente previste (66 anni e 7 mesi per gli uomini);
  • una penalizzazione annua sull’assegno pensionistico di almeno il 3% - 4%;

Rimangono in bilico strumenti come quello del prestito pensionistico che potrebbe essere applicato alla scadenza della Naspi, ai soli contribuenti con redditi particolarmente bassi, certificati dall’ISEE, che otterrebbero una specie di assegno di solidarietàda restituire in un momento successivo al perfezionamento dei requisiti pensionistici.

Esodati
Gli esodati saranno la categoria che beneficerà con maggiore certezza di un intervento ad hoc: potrebbe essere applicato lo stesso strumento dell’opzione uomo oppure essere prevista una settima salvaguardia. In ogni caso, a prescidere dallo specifico strumento che verrà messo in campo, l’orientamento del Governo è quello di trovare una soluzione strutturale al problema e non di porre l’ennesima toppa a un problema che si protrae già da troppo tempo.
Rimane ora da capire, più dell’orientamento complessivo dell’Esecutivo e delle dichiarazioni dei due ministri, quali saranno i margini di copertura, quali le risorse effettivamente destinati a questi interventi ad hoc e quali i contribuenti che effettivamente ne andranno a beneficiare.

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