Oro: 3 ragioni per credere che stupirà ancora nel 2016

Nicola D’Antuono

12/03/2016

L’oro è ai massimi da oltre un anno e ormai entrato in bull market. Continuerà a stupire nonostante il notevole rally di inizio 2016? Probabilmente sì, almeno per tre motivi

Oro: 3 ragioni per credere che stupirà ancora nel 2016

L’oro ha vissuto il miglior inizio d’anno dal 1974, grazie al boom della domanda degli investitori istituzionali che negli ultimi 3/4 anni avevano voltato le spalle al metallo giallo per inseguire rendimenti molto più allettanti su asset come le azioni e i bond. Da quando è aumentata l’incertezza sul futuro dell’economia globale - complice la frenata della Cina, il rischio deflazione per l’Europa e l’indecisione della FED sulle prossime mosse di politica monetaria – il metallo prezioso ha messo il turbo, spingendosi fino ai 1.280$ l’oncia dai poco meno 1.060$ di fine anno scorso. In meno di tre mesi l’oro è riuscito a guadagnare il 20%. Rally pronto a giungere al capolinea o siamo solo all’inizio di una lunga festa? La sensazione è che l’oro stupirà ancora per almeno 3 ragioni.

1) Politica monetaria scriteriata delle banche centrali.
Le principali banche centrali mondiali, dopo il crack di Lehman Brothers di fine 2008 e lo scoppio della bolla dei mutui subprime prima e dei debiti sovrani europei poi, hanno iniettato migliaia e migliaia di miliardi di dollari nel sistema economico e finanziario, cercando di fornire stimoli al credito e all’economia. Sono stati lanciati QE mastodontici e i tassi sono stati azzerati, o addirittura portati su valori negativi. La situazione appare insostenibile nel lungo periodo e c’è il concreto rischio che gli investitori perdano completamente fiducia nelle banche centrali, rifugiandosi in hard asset come l’oro.

2) Tassi negativi favoriranno i beni fisici.
Il fatto che molte banche centrali stiano utilizzando la leva dei tassi negativi per stimolare l’inflazione, sempre più a zero o addirittura negativa nella maggior parte dei paesi sviluppati, potrebbe spingere gli investitori a comprare asset come l’oro, in quanto la liquidità rischia di diventare una vera e propria “patata bollente”. Il denaro depositato sul conto potrebbe arrivare ad avere un rendimento negativo, come già avviene in alcuni strumenti del debito di breve periodo, spingendo investitori e risparmiatori a comprare oro e altri “hard asset” (in genere preziosi e materie prime).

3) Il prezzo dell’oro è a buon mercato.
Rispetto ai massimi storici di 1.921$ l’oncia, toccati a inizio settembre 2011, il metallo prezioso è pur sempre a buon mercato, nonostante il rally di inizio anno. Il valore di mercato attuale dista il 50% dai top assoluti. La discesa dei prezzi si è fermata poco prima della soglia di 1.000$ l’oncia, dalla quale sono scattati enormi acquisti di fondi e banche di investimento, fino a quel momento poco inclini a investire sul metallo giallo. I prossimi target rialzisti sono a 1.300$ prima e 1.350$ poi, da raggiungere entro l’anno in corso.