Nuovo regime dei minimi: pro e contro, tra nuovo tetto dei ricavi e deduzione forfettaria, cosa cambia nel 2015

Valentina Brazioli

8 Dicembre 2014 - 13:30

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Nuovo regime dei minimi: chi ci guadagna e chi ci rimette? Non è semplice fare da subito un bilancio sui vantaggi e svantaggi dell’operazione voluta dal Go verno Renzi: se il nuovo tetto dei ricavi sembra penalizzare i professionisti, ecco chi potrebbe beneficiare del rinnovato regime fiscale.

Nuovo regime dei minimi: pro e contro, tra nuovo tetto dei ricavi e deduzione forfettaria, cosa cambia nel 2015

Nuovo regime dei minimi, il confronto tra vantaggi e svantaggi è ancora tutto da vedere. Se l’imposta del 15 per cento sarà uguale per tutti, a seconda dell’attività esercitata dal prossimo 1 gennaio cambiano sia il tetto dei ricavi per accedervi, sia la deduzione forfettaria. A lamentarsi sono innanzitutto i piccoli professionisti: infatti, la riduzione del fatturato (da 30 mila fino a 15 mila euro) colpisce un po’ tutte le categorie. Sono coinvolti avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro, architetti, ingegneri, medici, psicologi, eccetera. I costi sostenuti non saranno analiticamente deducibili, con eccezione dei contributi previdenziali, mentre la base imponibile sarà determinata in via forfettaria applicando specifici coefficienti di redditività.

Addio al regime per le nuove iniziative imprenditoriali, al regime degli “ex minimi” e all’attuale regime dei minimi

In ogni caso, il nuovo regime è destinato a mandare in soffitta i tre regimi agevolati attualmente vigenti, ovvero:

  • Il regime per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo ex legge 388/2000 (con imposta al 10 per cento);
  • Il regime contabile agevolato per gli “ex minimi” previsto con la legge 244/2007;
  • Gli attuali “minimi” del dl n. 98 del 2011 (con aliquota al 5 per cento).

Previsto un periodo transitorio

Chi, al momento, si avvale dell’ancora vigente regime dei minimi (quindi con aliquota al 5 per cento) potrà comunque continuare ad applicarlo fino alla sua scadenza naturale (cioè finché non finisce il quinquennio agevolato e fino al compimento del 35 esimo anno di età). Seppure la scelta del regime sia strettamente personale, ad oggi tutte le simulazioni suggeriscono che il vecchio regime sia il più favorevole per i giovani professionisti.

Chi ci guadagna con il nuovo regime?

Tra le note positive, possiamo sicuramente segnalare che con il nuovo regime dei minimi si allarga la platea dei potenziali beneficiari. Potranno accedervi anche coloro che sostengono spese per il personale, fino a u massimo di 5 mila euro l’anno, ma anche chi opera a livello intracomunitario. Senza considerare che il nuovo sistema non presenterà alcun limite dal punto di vista anagrafico o temporale.

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