Michelin taglierà fino a 2.300 posti di lavoro in Francia nei prossimi tre anni, nel quadro di un «piano di competitività» presentato nei giorni scorsi.

A quanto pare questo piano «non comporterà licenziamenti forzati o chiusura di stabilimenti nel Paese», secondo quanto annunciato dal gruppo transalpino attraverso un comunicato.

Michelin annuncia il taglio di 2.300 posti di lavoro in Francia

Michelin impiega 21.000 persone in Francia e i tagli previsti avverranno sia nell’area industriale che nell’area dei servizi. «Il 60% sarà costituito da prepensionamenti e il resto da partenze volontarie», ha affermato l’azienda con sede nella città francese di Clermont-Ferrand, nel centro del Paese.

Michelin cerca "un miglioramento della sua competitività fino al 5% all’anno con questo nuovo piano”, secondo quanto dichiarato dalla stessa azienda.

Il taglio non sarebbe stato provocato dalla pandemia di coronavirus

È una strategia che si prepara da 18 mesi e che la crisi del coronavirus «ha ritardato, ma non ha causato». L’azienda, infatti, si aspetta risultati positivi per il 2020.

Nel 1999 il gruppo ha già effettuato un taglio storico di 7.500 posti di lavoro e più recentemente, a causa della sempre maggiore concorrenza dei pneumatici economici, ha tagliato quasi 1.500 posti di lavoro, per lo più nella sede storica di Clermont-Ferrand e negli Stati Uniti.

La società francese ha comunque confermato che reinvestirà i risparmi in terra transalpina

Ha inoltre chiuso stabilimenti a La Roche-sur-Yon (ovest) e a Bamberg (Germania). Per un decennio Michelin ha dovuto affrontare «profondi cambiamenti strutturali nel mercato mondiale degli pneumatici, segnati dall’arrivo massiccio di prodotti a basso costo», ha affermato il gruppo in una nota.

«La Michelin non lascia la Francia» e «reinvestirà una parte dei risparmi realizzati nello sviluppo di nuove attività», ha assicurato il presidente della Michelin, Florent Menegaux.