Poca liquidità, S&P frena nessun rischio alto e concreto di contagio

Nel rapporto di Standard & Poor’s si escludono problemi per i mercati emergenti: l’analisi che fa riflettere

Poca liquidità, S&P frena nessun rischio alto e concreto di contagio

I recenti aumenti del tasso di interesse globale, seguiti dalle ultime turbolenze di mercato, hanno sollevato preoccupazioni circa il potenziale problema di liquidità che sta interessando i Paesi dei mercati emergenti.

“Non pensiamo che i problemi di credito si diffonderanno alle attività dei mercati”,

il commento di Standard & Poor’s che, in un rapporto diffuso oggi, analizza le ripercussioni del nuovo ciclo di credito che premia i titoli americani a discapito di altri.

Le riforme riducono la vulnerabilità

“La maggior parte dei Paesi emergenti, negli ultimi decenni, ha intrapreso riforme volte a rafforzare il proprio profilo di credito, migliorare le strutture economiche e ridurre la vulnerabilità rispetto a un eventuale calo della liquidità globale.”

Per gli analisti, dunque, non vi è un rischio ‘alto e imminente’ di un effetto di contagio.

“Ci aspettiamo che i nostri rating sui titoli di queste economie emergenti rimangano relativamente stabili in periodi di stress,”

chiariscono nel report.

A preoccupare gli investitori, tuttavia, è l’atteggiamento della U.S. Federal Reserve che sta portando avanti, in maniera aggressiva, il suo programma di normalizzazione monetaria. Questo ha generato tensioni a livello mondiale e colpito alcuni Paesi.

Gli investitori si sono recentemente concentrati su quei titoli dei mercati emergenti e hanno iniziato ad attuare azioni difensive. Si pensi a quanto accaduto in Argentina e Turchia, due economie con una grande dipendenza dagli afflussi di capitali esterni, soprattutto attraverso il debito.

Sono stati i primi ad essere seriamente colpiti. Successivamente, gli investitori si sono concentrati su altri mercati emergenti e sulla possibilità che si verifichino problemi di liquidità.

L’ondata di protezionismo

“Riteniamo che il livello del rischio di credito tra i Sovrani dei mercati emergenti sia piuttosto diversificato, come emerge dai nostri rating.”

Secondo S&P, la qualità di credito delle economie orientate all’esportazione sarà più a rischio a causa della crescente ondata di protezionismo e della minaccia di guerre commerciali su vasta scala.

I Paesi con economie più flessibili, che hanno costruito riserve fiscali e finanziarie e hanno sviluppato un atteggiamento istituzionale credibile e prevedibile, avranno una maggiore capacità di resistere.

Quei Paesi invece che mancano di queste qualità creditizie potrebbero prima o poi aver bisogno di varare nuove riforme per evitare una crisi (o addirittura il default), nel caso di un arresto improvviso di finanziamenti dal mercato esterno.

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