Latte ovino: c’è accordo sul prezzo, ma la bozza non convince

La lunga trattativa sul prezzo del latte ha portato a un risultato: 72 centesimi al litro. I pastori sardi chiedono un maggiore sforzo

Latte ovino: c'è accordo sul prezzo, ma la bozza non convince

72 centesimi al litro. Sul prezzo del latte ovino ci sarebbe una bozza di accordo, arrivata dopo una trattativa lunga più di 8 ore.

Il tavolo tecnico, svoltosi nella sede della Prefettura di Cagliari, tra governo, Regione Sardegna e addetti ai lavori ha analizzato la questione che, da giorni, sta alimentando le proteste di pastori e allevatori sardi.

I tecnici sono giunti a un accordo sia da un punto di vista organizzativo che economico. Nei Consorzi sarà garantita una rappresentanza di pastori e nel Decreto emergenza saranno inseriti nove nuovi punti, tra questi la garanzia di controlli più serrati.

Latte, dopo le proteste si cerca una soluzione

Quello che pastori e allevatori sardi chiedono al governo italiano è la giusta remunerazione del prezzo del latte ovino pagato alla stalla. Nel 2018 si è infatti assistito a un vertiginoso crollo del prezzo che ha messo in difficoltà il settore: da luglio a dicembre si è registrato un calo costante, passando da circa 0,80 centesimi al litro fino a 0,60 delle ultime settimane.

Nei giorni scorsi, le mobilitazioni hanno interessato tutta la Sardegna per atterrare anche nella Capitale. I manifestanti sono scesi in piazza, versando latte e bloccando le strade per protesta. Ieri sera, dopo una trattativa di oltre 8 ore a Cagliari, si è concretizzata la bozza di accordo che, però, non convince. Circolata già tra i diretti interessati ha creato non pochi malcontenti.

Alcuni gruppi di allevatori restano fermi sulle proprie posizioni: vogliono un euro più iva a litro. Sui 72 centesimi non transigono e si stanno organizzando per nuove manifestazioni. Saranno allestiti presidi permanenti nei caseifici. Questa mattina, la tregua è stata violata con un assalto a una cisterna. Migliaia di litri di latte sono stati riversati sull’asfalto.

La proposta, partorita in Prefettura, intanto sarà sottoposta all’attenzione degli addetti ai lavori, i rappresentanti dei pastori e allevatori presenti al tavolo hanno chiesto qualche giorno di tempo per mostrarla ai colleghi. L’obiettivo è arrivare a una condivisione veloce.

I 72 centesimi, iva compresa, sono un acconto minimo sul versamento del latte per i mesi di febbraio, marzo e aprile. A maggio è prevista una rivalutazione del prezzo, stessa cosa a novembre. La verifica dovrebbe portare a un ulteriore aumento. Si punta a raggiungere un euro al litro o anche di superarlo. Per quanto riguarda i caseifici, non potranno vendere a meno di 6 euro pecorino romano e produzioni ’dop’.

Soddisfatto il vicepremier Matteo Salvini che ha commentato positivamente il risultato del tavolo di contrattazione.

“I 72 centesimi al litro sono un ulteriore passo in avanti per risolvere il problema del latte di pecora. È un’ottima notizia. Possiamo dire di aver iniziato un nuovo percorso, insieme a pastori sardi e industriali, con un governo che non ha usato la repressione ma il dialogo e il buonsenso.”

Poi ha annunciato il suo arrivo nell’isola.

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