Rupia indiana: il tracollo è assicurato?

Gli analisti prevedono che la rupia indiana si deprezzerà ancora di più; un indebolimento che secondo molti segnala problemi economici in arrivo per l’India.

Rupia indiana: il tracollo è assicurato?

L’India ha cominciato il 2018 con l’obiettivo di far svoltare la propria economia, ma dei segnali di forte stress non sono tardati ad arrivare sul fronte della sua valuta.

La rupia indiana, che si è rafforzata del 6,75% rispetto al dollaro lo scorso anno, sta mostrando una generale tendenza ribassista dall’inizio del 2018. Lunedì la valuta ha toccato i minimi di 15 mesi contro il dollaro USA, scambiando 67,13 rupie per un dollaro - un calo pari al 5,15% da inizio anno.

I motivi del ribasso della rupia indiana

E la valuta dovrebbe deprezzarsi ulteriormente secondo gli analisti, inclusi quelli della banca australiana ANZ e del finanziatore olandese ING. Prakash Sakpal, economista specializzato nei mercati asiatici presso ING, in una nota di aprile ha dichiarato di ritenere i problemi della rupia “tutt’altro che conclusi” , visto che diversi fattori esterni e interni continueranno a esporre la moneta ad una notevole debolezza nel 2018 e oltre.

Il fatto che la rupia sia sotto pressione anticipa il potenziale arrivo di problemi per la terza maggiore economia dell’Asia, protagonista di un rallentamento della crescita nell’ultimo anno a causa di un’inaspettata demonetizzazione,dell’introduzione di una nuova tassa su beni e servizi e di
un aumento dei crediti deteriorati nel settore bancario.

L’aumento del prezzo del petrolio: una tegola per l’India

Anche se questi problemi sono passati in secondo piano, il recente aumento dei prezzi del petrolio ad oggi minaccia di far salire i deficit del Paese in un contesto in cui la spesa pubblica è aumentata.

L’India è importatrice netta di petrolio, e ogni 10 dollari di aumento del prezzo al barile peggiora il suo saldo corrente e il bilancio pubblico rispettivamente dello 0,4% e dello 0,1% del PIL, secondo gli analisti: questo potrebbe ridurre di circa 15 punti base la crescita del Paese.

Una rupia più debole e un prezzo del petrolio più alto faranno accelerare l’inflazione, il che potrebbe spingere la Reserve Bank of India ad alzare i tassi di interesse prima del previsto secondo gli analisti. L’arrivo di tassi più alti prima che l’economia abbia trovato una base stabile potrebbe far deragliare la ripresa dell’India.

Aumentano i deflussi

Con i tassi di interesse destinati a crescere ulteriormente negli Stati Uniti, l’India - uno dei Paesi più colpiti dal “taper tantrum” statunitense del 2013 - si ritrova ancora una volta a difendersi da ingenti deflussi di capitali. Questo elemento sta aggiungendo ulteriore pressione sulla valuta.

Il governo diminuito requisiti sugli investimenti esteri nei suoi mercati dei capitali, ma il selloff è continuato, secondo i dati del National Securities Depository Limited del Paese (NSDL). L’India ha fatto registrare un deflusso netto di 244,44 milioni di dollari alla fine di aprile di quest’anno, contro i 30,78 miliardi di acquisti netti registrati nel 2017.

La Paese guidato da Narendra Modi ha aumentato nell’ultimo anno le sue riserve valutarie, ma il fabbisogno finanziario, a causa del deficit, porta a ipotizzare che la banca centrale possa avere poco spazio per intervenire qualora il selloff dovesse peggiorare.

La speranza della rupia

Ma non tutto è perso per la rupia e l’economia indiana. La Reserve Bank of India ha affermato che l’attività economica potrebbe accelerare visti i segnali di aumento della spesa in conto capitale e l’aumento della domanda mondiale, che aiuterebbe la valuta a stabilizzarsi.

Secondo gli esperti la rupia non è più nelle migliori condizioni ma è possibile essere cautamente ottimisti sul fatto che possa alla fine trovare solidità con lo stabilizzarsi dei tassi e del prezzo del petrolio, e grazie ad una crescita globale sostenuta.

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