Italia: Bruxelles sbaglia, da revisione output gap maggiori margini su conti pubblici

L’esecutivo italiano potrebbe avere margini di manovra maggiori senza contrastare le regole UE. A dirlo sono gli esperti di Bloomberg Economics.

Italia: Bruxelles sbaglia, da revisione output gap maggiori margini su conti pubblici

Non siamo d’accordo con l’assunto secondo cui l’Italia ha eliminato il suo “output gap”. A dirlo è un team di economisti di Bloomberg Economics formato da David Powell, Maeva Cousin e Dan Hanson.

Nelle sue ultime stime, la Commissione Ue ha ipotizzato per il nostro Paese un output gap, la differenza tra il Prodotto interno lordo effettivo e quello potenziale, dello 0,1%.

Si tratta di un dato particolarmente importante poiché rileva il margine di manovra di cui il governo dispone per mettere in campo stimoli fiscali senza sforare i parametri europei. Ovviamente, rilevano gli esperti, un output gap particolarmente basso rappresenta un impedimento alla crescita del nostro Paese.

Italia: stime Eu troppo incentrate su passato

Non si tratta della prima volta che la metodologia utilizzata dalla Commissione europea viene criticata: in passato già Adam Tooze, professore della Columbia University, Robin Brooks, capo economista dell’Istituto Internazionale di Finanza e il premio Nobel Paul Krugman hanno avanzato dubbi sul modo in cui il gap è calcolato.

“L’elemento fondamentale quando si stima il Pil potenziale – rilevano i tre economisti di Bloomberg Economics – è rappresentato dalla scelta di quanto ‘peso’ attribuire al passato. Riteniamo che le stime della Commissione sono eccessivamente focalizzate sulle ultime performance economiche finendo per sottostimare il potenziale all’indomani di una crisi e sopravvalutandolo dopo una fase di boom”.

Se quello della Commissione è definito un approccio dal basso, i tre economisti ne preferiscono uno definito dall’alto.

“Stimiamo il Pil potenziale applicando un filtro di Kalman (filtro ricorsivo che valuta lo stato di un sistema a partire da una serie di misure soggette a rumore, ndr) per attualizzare il Pil e aumentando il filtro con informazioni relative inflazione, tasso di disoccupazione e utilizzo della capacità produttiva per fornire segnali extra sulla posizione ciclica dell’economia”. Inoltre, al filtro sono assegnati pesi a ciascun indicatore.

Output gap? Al 2%

Per i tre economisti di Bloomberg Economics, il gap di crescita del nostro Paese è decisamente maggiore dello 0,1% stimato da Bruxelles e si attesta al 2%.

“L’andamento dei tassi di inflazione e di disoccupazione italiana ci dice che la quantità di capacità inutilizzata potrebbe ancora essere significativa e allineata alla nostra view”.

Non si tratta di un mero esercizio accademico: “la stima dell’output gap determina l’entità del deficit di bilancio rettificato per il ciclo economico, e quindi quanto il governo è autorizzato a spendere sotto i dettami del fiscal compact”.

Quello della spesa governativa rappresenta uno strumento particolarmente utilizzato in quelle economie, come la nostra, alle prese con un debole domanda aggregata e in cui è necessario incrementare l’occupazione.

In sostanza, una revisione della metodologia di calcolo dell’output gap potrebbe liberare risorse capaci di far ripartire la nostra economia.

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1 commento

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GGM • 4 giorni fa

«liberare risorse capaci di far ripartire la nostra economia». Magari, ma finora l’esecutivo ha solo cercato di aumentare la spesa corrente assistenziale (pensioni e disoccupati), quasi tutta a deficit. Purtroppo non c’è nulla di paragonabile per il taglio del cuneo fiscale e gli investimenti sull’economia. Anche secondo me l’Italia avrebbe capacità di crescita maggiori di quelle attuali e di quelle stimate. Certo, se si spendessero i soldi in modo diverso...

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