Forex, sterlina forte dopo BoE e Fed: quali effetti su GBP/USD ed EUR/GBP?

I cambi che coinvolgono la sterlina rimangono stabili dopo le conferme della Bank of England: lo scossone Fed di ieri cambia, ma non di molto, le prospettive per il pound.

La sterlina cerca di riportare i riflettori al di qua dell’oceano dopo la riunione Fed di ieri e la decisione di rialzare i tassi di interesse USA, intervento che ha scosso l’intero mercato dei cambi.

Il tentativo rimane però incompleto e l’esito della riunione della Bank of England, rispettando quelle che erano le previsioni, non sorprende il mercato, con la conferma di tassi di interesse e QE per la fine del 2016.

Il pound esce quindi indenne dall’immediato post-BoE e si mantiene forte nei principali cambi che lo coinvolgono, segnale che le pressioni ribassiste della seconda metà dell’anno stanno svanendo.

Dopo aver visto i nuovi record raggiunti da dollaro-yen, analizziamo ora le reazioni e le prospettive dei cambi sterlina-dollaro ed euro-sterlina dopo gli ultimi eventi.

Forex, sterlina stabile dopo BoE: cede ma rimane in corsa GBPU/USD, in ribasso EUR/GBP

Tra ieri e oggi il cambio sterlina-dollaro era pronto a ricevere il doppio colpo delle banche centrali, i cui interventi si sono mostrati in linea con le attese ma hanno portato ad esiti ben differenti.

Se alle conferme della Bank of England, infatti, la sterlina si è mostrata poco reattiva, lo stesso non si può dire del dollaro alla decisione della Fed di ieri, evento che ha portato ad un inevitabile ribasso nella quotazione di GBP/USD.

Il cable è infatti venuto giù dall’1,27 fino ai minimi di oggi sotto quota 1,25, un movimento necessario visto lo sprint del biglietto verde che ha seguito, e continua ancora a seguire, il rialzo dei tassi USA.

Rispetto ad altre valute, tuttavia, la sterlina ha retto il colpo meglio di quanto non abbiano fatto euro o yen, e il corposo ribasso ancora in atto pregiudica ma non del tutto il trend rialzista delle ultime settimane:

Nel grafico H4 si osserva come l’abbattimento della trendline in verde e del supporto a 1,254 siano chiari segnali di inversione. In particolare il primo, con la trendline che era rimasta inviolata da quasi due mesi.

Tuttavia il movimento è ancora iscrivibile all’interno del trend rialzista di GBP/USD, almeno fino al test del livello di 1,231, con i supporti arancioni che evidenziano la zona di minimi storici del cambio.

La zona in area 1,24 ha visto il prezzo incastrato al suo interno a lungo durante il mese di novembre, il ché lascia aperta la possibilità che il prezzo vada proprio a frenare all’interno di questo range, in blu.

Al più un test di quota 1,231 offrirà l’ultima possibilità di rialzo, rilanciando GBP/USD verso i livelli lasciati prima della riunione Fed, oltre questo livello lo scenario potrebbe invece nuovamente ribaltarsi.

Mentre l’incrocio con il dollaro vive quindi un ribasso che ancora non cancella del tutto l’ottimo bimestre vissuto dalla sterlina, il cross contro la moneta unica segue un andamento più lineare, come osservabile dal seguente grafico D1:

La quotazione di euro-sterlina ha passato indenne sia la riunione Fed, che non la riguardava direttamente, che l’inefficace riunione BoE, mantenendo il ribasso che porta avanti anch’essa da ottobre.

Il target da tenere d’occhio in questo caso è a 0,830, già supporto 10 giorni fa. Un suo abbattimento porterebbe EUR/GBP ai minimi da luglio, ad un passo dal 61.8 di Fibonacci, a quota 0,822, e dalla candela giornaliera della Brexit.

Il prezzo ha ancora grandi possibilità di sfogare al ribasso, sorpattutto se dovesse continuare il periodo di difficoltà dell’euro e di recupero del pound, prospettiva da tenere in considerazione finché non venga recuperato il 38.2 di Fibonacci e quota 0,861, premessa di una possibile ripresa della hard Brexit.

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