Forex, peso messicano in recupero contro il dollaro: falso segnale su USD/MXN?

Il cambio dollaro USA-peso messicano è stato tra i protagonisti del post-elezioni americane: vediamo l’attuale situazione di USD/MXN e i possibili scenari che lo attendono.

Il cambio dollaro USA-peso messicano inizia la settimana in ribasso, incapace di riconquistare con stabilità quota 21, superata per un breve intervallo di tempo solo nell’immediato post-elezioni.

Dicembre è ormai alle porte e, dopo un novembre che ha stravolto le sorti del peso messicano con la vittoria di Trump, arrivano ora altri due importanti appuntamenti: la riunione Fed e la riunione della banca centrale del Messico.

Molti cambi si sono impegnati oggi in un movimento di ritracciamento, come nel caso di euro-yen, e durante questa settimana sarà chiaro se la fase di mercato a favore del biglietto verde avrà raggiunto o meno un punto di saturazione.

Dopo aver visto quali sorti si appresta a vivere il franco svizzero nel 2017, vediamo ora la situazione del martoriato peso messicano e le prospettive a breve termine di USD/MXN.

Forex, peso messicano attende Fed e Banxico: in arrivo un mese decisivo

Il cambio dollaro USA-peso messicano è stato uno dei principali obiettivi per chiunque avesse intenzione di speculare sull’esito delle elezioni americane, sia prima che dopo il 9 novembre.

Anche dopo la vittoria del candidato repubblicano, infatti, il peso messicano ha continuato a svalutarsi, travolto dall’onda di aspettative nei confronti delle politiche isolazioniste di Trump e anche dalle previsioni di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed nella prossima riunione.

La banca centrale del Messico, la Banxico, ha cercato con i propri mezzi di arginare la perdita di valore della propria valuta. Lo ha fatto prima alzando i tassi di interesse a novembre dal +4,75% al +5,25% e poi alimentando le aspettative di un ulteriore rialzo a dicembre.

Il giorno dopo la riunione della Fed, prevista per il 14 del prossimo mese, la Banxico è pronta a riunirsi nuovamente e, visto il rialzo che appare certo da parte della Fed, agirà presumibilmente nella stessa maniera di novembre, con la speranza di avere esiti migliori.

Nelle ultime settimane il peso messicano non è infatti mai riuscito a mettere in piedi un recupero convincente, anche se con oggi si sta aprendo un nuovo tentativo, come osservabile dal seguente grafico H4:

Il rialzo di USD/MXN si è già più volte poggiato sulla trendline evidenziata in verde, oggetto di test proprio nelle ore di chiusura dei mercati europei.

Le onde rialziste continuano a registrate una serie di minimi crescenti e, fino all’eventuale violazione di questa sequenza o della trendline, sarà lecito attendersi una ripresa del movimento principale.

I ritracciamenti di Fibonacci evidenziano i due principali livelli di interesse, ovvero il 23.6 a quota 20,62 e 38.2 a 20,14. Il primo è l’obiettivo primario da mettersi alle spalle per una ripresa del rialzo, movimento che lo trasformerebbe nuovamente in supporto.

A quel punto i target diventerebbero la resistenza a 20,7, in rosso, e i massimi storici stabiliti poco dopo le elezioni, oltre quota 21.

Una continuazione del movimento ribassista avrebbe come principale obiettivo quota 20,14, già raggiunta tra il 16 e il 17 novembre, nel ribasso finora più significativo di USD/MXN.

Finché questo livello rimarrà inviolato il trend rimarrà in ogni caso rialzista e destinato a riprendersi, visti anche i motivi di natura fondamentale che lo guidano, mentre un suo abbattimento potrebbe rallentare e pregiudicare l’andamento tenuto fino ad oggi, con target ultimo a 19,7.

Un rialzo dei tassi da parte della Fed rischia di rafforzare ulteriormente il dollaro USA, in una battaglia tra banche centrali di metà dicembre che la Banxico sembra non avere gli strumenti per poter fronteggiare, nonostante ci provi in ogni maniera.

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