Forex: il rublo spicca come valuta rifugio grazie alle difficoltà della lira turca

La valuta russa guadagna trazione e credibilità tra le sue pari grazie alla crisi registrata dalla lira turca sul mercato del Forex.

Forex: il rublo spicca come valuta rifugio grazie alle difficoltà della lira turca

La Russia deve ringraziare il presidente turco Erdogan per aver reso la sua valuta ancora più attraente.

È passato solo un mese da quando le sanzioni degli Stati Uniti hanno mandato il rublo in tilt, e ora la valuta genera l’unico ritorno in carry trade nei mercati emergenti. Ma anche l’aumento del prezzo del petrolio ha avuto un ruolo importante, così come il fatto che i crescenti rischi politici nei mercati emergenti come la Turchia, al confronto, stanno mettendo in buona luce la Russia.

La Russia in genere compete con la Turchia e anche con il Sud Africa nel campo degli investimenti, perché possiedono tre valute ad alto rendimento.
Ma mentre il rublo è esposto al rischio di sanzioni, supera le altre due valute sui fondamentali economici per via della sua banca centrale conservatrice, gli elevati tassi di interesse reali e il surplus di bilancio.

Il rublo beneficia del prezzo del petrolio, la lira turca crolla

Secondo Inan Demir, economista alla Nomura International Plc, “il rublo si sta comportando come una valuta rifugio in questo momento”:

“Il rublo sta traendo vantaggio dall’andamento del prezzo del petrolio, è isolato dal rialzo dei rendimenti dei Treasury USA dato che non ha bisogno di finanziamenti esterni e, al contrario in particolare della lira turca, gode di una banca centrale credibile”.

Il rublo è in rialzo dello 0,8% questo mese, nonostante un rally del dollaro che ha colpito le valute dei mercati emergenti, compresa la lira turca. Ad aprile il rublo era calato del 9,1% a seguito delle nuove sanzioni degli Stati Uniti, che hanno colpito le società e i cittadini russi.

I gestori di fondi di Goldman Sachs Asset Management e Aberdeen Standard Investments hanno riferito di stare acquistando il rublo perché ha sottoperformato il rialzo del 16% registrato quest’anno dal Brent, l’esportazione maggiormente redditizia della Russia.

Secondo Phoenix Kalen, strategist presso la Société Générale SA di Londra, sia la lira che il rublo “sono afflitti da preoccupazioni geopolitiche, ma il rublo è dalla parte giusta della dinamica petrolio/materie prime, e ha una banca centrale molto più credibile, ragionevole e indipendente”.

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