Forex, dollaro-yen: le previsioni 2017. Continuerà il rialzo? Ecco il parere degli analisti

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Forex, dollaro-yen: le previsioni 2017. Continuerà il rialzo? Ecco il parere degli analisti

Il cambio dollaro-yen è stata la carta vincente negli ultimi due mesi del 2016, con un rialzo record: vediamo cosa aspettarci da USD/JPY per il prossimo anno.

Il cambio dollaro-yen rallenta il suo incedere all’avvicinarsi del Natale e si avvia a chiudere un 2016 che lo ha visto scendere da quota 118 fino ai minimi a 98,8, per poi risalire di nuovo al punto di partenza.

La crescita confermata nel terzo trimestre degli USA è solo l’ultima di una serie di buone notizie che hanno guidato il rally del biglietto verde. Da Trump al rialzo dei tassi di interesse passando per le previsioni di un 2017 economicamente florido hanno permesso al dollaro di imporsi contro lo yen.

Si è quindi invertito il ruolo che ha caratterizzato la maggior parte del 2016, quando la valuta nipponica era vista come il bene rifugio principale del Forex per ripararsi dall’incertezza finanziaria, con il suo dominio incontrastato da gennaio ad ottobre.

L’altalena di quest’anno si affaccia ora ad un 2017 di grande incertezza, come riscontrabile anche dai pareri discordanti di due tra i più importanti analisti dello yen, voci di spicco di JP Morgan e Nomura Holdings.

Dopo aver visto le previsioni per i prossimi dodici mesi di sterlina-dollaro, vogliamo ora lo sguardo al 2017 del cambio dollaro-yen.

Forex, dollaro-yen: le previsioni 2017. Ancora più su o di nuovo giù? Cresce la volatilità

Il cambio dollaro-yen non è stato certo fermo nel corso del 2016 e dopo una discesa apparentemente senza fine ha vissuto un rialzo altrettanto significativo e concentrato in molto meno tempo.

Questo cambiamento vede nello yen il riflesso di una situazione che si è letteralmente ribaltata, con la valuta nipponica che ha sospeso il suo ruolo di bene rifugio, visto che il mercato non sembra più sentirne il bisogno.

L’arrivo di Trump, la messa in gioco delle sue politiche, il rialzo dei tassi di interesse da parte della Fed e la previsioni di quelli futuri: tutti questi elementi hanno contribuito a riaccendere l’attrattiva per il dollaro USA, rendendo marginale il ruolo di valute rifugio come lo yen.

Il processo è parallelo e conduce ad esiti concordi sulla quotazione di USD/JPY, che vive nelle ultime settimane la spinta al rialzo dovuta all’apprezzamento della prima e alla svalutazione della seconda valuta.

Le previsioni per il 2017 vedono pareri discordanti, anche tra due importanti voci legate al mercato orientale.

Gli analisti Tohru Sasaki e Yunosuke Ikeda, rispettivamente in attività presso la JP Morgan e la Nomura Holdings, sono considerati tra i maggiori esperti mondiali dello yen e hanno aspettative diametralmente opposte.

L’analista di JP Morgan prevede una presa di consapevolezza da parte del mercato del ruolo di Trump nel corso del 2017, evento che porterebbe ad una svalutazione di un dollaro lanciato troppo al rialzo e il ritorno dello yen come bene rifugio, con la previsione per USD/JPY di tornare a quota 99.

La voce di Nomura Holdings vede invece la continuazione dell’attuale trend sopra il 120 e in direzione di quota 125, ipotesi valida nel caso in cui la Fed mantenga la promessa dei tre rialzi durante il prossimo anno. Ikeda sottolinea in ogni caso come sia l’economia cinese la vera chiave di volta, sia per il dollaro che per lo yen, e ritiene che giochi a favore di un rialzo del cross.

La differenza tra le due visioni fa ben capire come ci sia poco di prevedebile nel futuro di USD/JPY, come d’altronde era poco prevedibile il profondo su e giù del 2016, ultima «V» del seguente grafico settimanale di lungo periodo:

L’inversione rialzista avuta nei pressi di quota 99 ha dato via alla trendline evidenziata in verde, che ha origine con i minimi di fine 2012 e ha visto un costante rialzo del cambio, fatta eccezione per la prima metà di quest’anno.

La trendline è piuttosto ripida e sarà un importante test in caso di arrivo di una fase ribassista, con i supporti a 105,5 e 101,0 che sarebbero i principali target se dovesse avverarsi la previsione dell’analista di JP Morgan.

L’RSI segnala un ingresso all’interno della zona di ipercomprato, per la verità già frequentata più volte nel passato ma sempre per brevi periodi di tempo.

Ogni scenario rialzista che voglia la quotazione di USD/JPY oltre quota 120 dovrà invece fare i conti con l’importante fascia di resistenza evidenziata in rosso e compresa tra il 123,6 e il 125,9.

L’attuale trend sembra puntare verso questa direzione ma il test dell’area ha sempre, negli ultimi 15 anni, respinto verso il basso la quotazione, fatta eccezione per il solo 2002.

Il MACD viene da una profonda fase ribassista e sembra ancora potenzialmente capace di risalire, proprio come l’attuale inerzia dei cambi con lo yen sembra destinata a fare.

Gran parte del destino del cross sarà nelle mani della Fed, che a sua volta dovrà vedersela con l’amministrazione Trump. Il ribasso di dollaro-yen è sempre stato segnale di rifugio da fattori di rischio e solo con il loro ritorno si potrà spezzare l’attuale e sostenuto rialzo.

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