Forex, dollaro australiano in sofferenza dopo intervento RBA: scenario ribassista per AUD/USD?

La Reserve Bank d’Australia mantiene i tassi di interesse invariati all’1,5% ma la valuta locale non sembra beneficiare in alcun modo dell’intervento: AUD/USD torna giù. Fino a dove?

La banca centrale dell’Austrialia ha mantenuto i tassi di interesse invariati all’1,5% nella riunione di martedì, una decisione pienamente anticipata dagli analisti dato che la Reserve Bank del Paese è ancora impegnata a monitorare l’impatto del taglio tassi applicato a maggio e ad agosto.

La decisione non ha avuto un impatto positivo sul dollaro australiano, che reagisce perdendo terreno nei cofronti del biglietto verde e portando così AUD/USD a rimbalzare dalla soglia psicologica a 0,750, proiettato ora di nuovo al ribasso.

Nella seconda giornata di trattazioni dopo il referendum il dollaro USA cerca di riprendere la strada del rialzo che ha abbandonato lunedì, quando movimenti inaspettati, in particolar modo su euro-dollaro, hanno permesso a valute come il dollaro australiano di recuperare terreno.

Con il rialzo che continua anche per quanto riguarda i bitcoin, vediamo ora nello specifico la situazione di AUD/USD e il nuovo scenario ribassista che si apre dopo la RBA di oggi.

Forex, dollaro australiano in calo: RBA non aiuta, AUD/USD punta giù

Alla decisione della Reserve Bank of Australia è seguita una nuova pressione ribassista sul dollaro australiano, che va ad assorbire in poche ore tutta la strada che aveva guadagnato durante la giornata di ieri.

La decisione, come detto, era ampiamente preventivata, ma il board della RBA ha parlato di un possibile rallentamente economico nel breve periodo, prima di una successiva ripresa, scenario che evidentemente ha tolto ad AUD l’inerzia rialzista che cercava di costruirsi.

In particolare la soglia dello 0,750 ha fermato e spinto nuovamente al ribasso il cambio AUD/USD, che ora attende le prossime importanti novità a 24 ore di distanza dalla riunione della banca centrale.

Già questa notte, infatti, sono attesi i dati sul PIL del terzo trimestre, previsto in ribasso, che potrebbero pesare ulteriormente su una situazione che sembra avere tutti i presupposti per dare il via ad una parentesi ribassista.

Come osservabile dal seguente grafico giornaliero, il prezzo è venuto giù per due volte nel giro di pochi giorni da quota 0,750, in rosso:

Il tentativo di rialzo dopo il crollo post-Trump non è così riuscito a spingersi oltre e, dopo un riuscito taglio al rialzo della media mobile a 20 periodi, AUD/USD è presto tornato di nuovo a testarla.

I ritracciamenti di Fibonacci rappresentati in figura delineano con efficiacia il percorso di ritracciamento del trend rialzista principale del 2016. Il livello più basso raggiunto dopo le elezioni USA corrisponde al 50.0 e quindi a metà del range di prezzo percorso in precedenza.

Particolare rilevanza ha avuto il 38.2, livello dove il cambio si è fermato in questi ultimi giorni, facendo su e giù dalla resistenza a 0,750.

Se non ci dovessero essere soprese con la pubblicazione del PIL australiano sarà quindi difficile immaginare un ritorno al di sopra della soglia dello 0,750, mentre riesce più facile credere ad un secondo test del 50.0 di Fibonacci.

Se abbattuto, le prospettive del cambio potrebbero spingersi ancora più giù, in direzione del 61.8 e dell’importante livello di supporto a 0,715, in verde.

Tra circa una settimana sarà anche il momento della Fed, la cui decisione di rialzare i tassi di interesse USA potrebbe agevolare il percorso ribassista di AUD/USD, per quanto non bisogna mai escludere sorprese, basti guardare all’euro dopo il referendum italiano.

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