Forex: cambio euro dollaro di nuovo verso la parità, -3,4% in una settimana. Cosa aspettarsi?

Continua la discesa verso la parità sul cambio euro dollaro, con la moneta unica che registra una perdita settimanale del 3,4%. Cosa aspettarsi?

Il dollaro ha ripreso la sua costante ascesa contro l’euro, proseguita anche venerdì.

I dati economici ottimistici sull’economia degli Stati Uniti stanno spingendo il cambio euro dollaro di nuovo verso la parità.

Il cambio euro dollaro EUR/USD di 0.0059 centesimi o 0,55%, scivolando sotto quota 1,06 a 1.059 - il minimo del 18 marzo.

In tale data, la coppia aveva guadagnato più del 2% dopo i commenti relativamente dovish del presidente della Federal Reserve Janet Yellen, quando una lenta crescita sul PIL lenta e una crescita dei salari debole aveva alimentato il dubbio di uno slittamento sul rialzo dei tassi di interesse.

Venerdì, il cambio euro dollaro EUR/USD è sceso ad un minimo giornaliero di 1,0568 nella sessione europea, prima di pareggiare parte delle perdite nel corso della sessione statunitense.

La major ha probabilmente guadagnato un supporto a 1.05, il minimo del 13 marzo e resistenza a 1,12 dollari, il massimo del 2 marzo.

All’inizio di questa settimana, l’euro era salito sopra quota 1,10 contro il dollaro per la prima volta dal 25 marzo a seguito del debole report dei Non Farm Payrolls per il mese di marzo, che aveva alimentato incertezze sulla ripresa del mondo del lavoro negli Stati Uniti.

Da allora la moneta unica è diminuita drasticamente e ha chiuso la settimana in calo di oltre il 3,4% contro il dollaro USA.

Dall’inizio dell’anno, il cambio euro dollaro è sceso di circa il 12%, con la coincidenza dell ’inizio del programma di quantitative easing da 60 milioni di euro al mese con le aspettative di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve.

Anche se i commenti della Yellen il mese scorso avevano rallentato l’apprezzamento del dollaro, molti analisti ritengono che ormai la parità sia inevitabile.

Cambio euro dollaro: cosa aspettarsi?
Il mese scorso, gli analisti di Goldman Sachs hanno riferito di aspettarsi che l’euro raggiunga quota 0,95 contro il dollaro entro marzo 2016, per poi continuare a scendere verso quota 0,80 dollari entro la fine del 2017.

Il Bureau of Labor Statistics (BLS) ha riferito venerdì che i prezzi delle importazioni sono diminuiti dello 0,3% a marzo, segnando l’ottavo declino mensile consecutivo. I prezzi delle importazioni sul mercato interno sono diminuite del 10,5% su base anno su anno, da marzo 2014, il calo maggiore dal 2009.

Un dollaro più forte è considerato un fattore chiave per abbattere prezzi all’importazione.

L’indice del dollaro, che misura la forza del biglietto verde contro un paniere di sei principali valute, spunta un rialzo dello 0,43%venerdì a 99,68. L’indice è superiore di circa il 20% rispetto allo scorso anno nello stesso periodo.

La prossima settimana, gli investitori restano in attesa per il rilascio del Consumer Price Index (IPC) della BLS per il mese di febbraio, in programma per venerdì.

Potrai assistere in tempo reale al rilascio del dato sul nostro Calendario Economico.

Nel mese di gennaio, il CPI-U su tutti i consumatori urbani è sceso dello 0,7% su base destagionalizzata e dello 0,1% nel corso dell’ultimo anno, il primo cambiamento più negativo in 12 mesi negativo da ottobre 2009.

L’Indice dei Prezzi al Consumo è il dato mensile più utilizzato come indicatore sull’inflazione. Altri dati chiave sulla produzione manifatturiera e industriale saranno rilasciati all’inizio della prossima settimana.

Inoltre, ci si aspetta che Banca centrale europea - BCE - prenda della decisioni chiave sui tassi di interesse e sulla politica monetaria in una riunione del Consiglio direttivo mercoledì prossimo. Il presidente della Bce Mario Draghi potrebbe rilasciare i suoi primi commenti pubblici sul programma di acquisto di bond della zona euro in una conferenza stampa dopo la riunione.

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