Forex, cambio euro dollaro: EUR/USD colpirà 1,12 o 1,06?

Il cambio euro dollaro salirà ancora colpendo il livello 1,12 o continuerà presto il trend ribassista oltrepassando l’1,06? Attenzione: il rally del dollaro USA è tutt’altro che finito.

Gli investitori hanno continuato a vendere il dollaro USA nella giornata di lunedì, spingendo il cambio euro dollaro EUR/USD a poca distanza dall’1,10, livello raggiunto nel primo pomeriggio di oggi.

Dopo la riunione del FOMC della scorsa settimana, il range trading giornaliero su molte coppie valutarie si è ampliato in modo significativo e da allora le valute hanno iniziato ad oscillare entro limiti più ampi.

L’euro è il più grande beneficiario della debolezza del dollaro, perché le posizioni short sono state estremamente stressate e la mancanza di un seguito dopo la riunione del FOMC ha spinto molti trader su EUR/USD a distendere le posizioni short riaquistando la moneta unica.

Nessun dato dell’Eurozona è stato rilasciato nella giornata di ieri ma i commenti della BCE sulla possibilità che il QE possa finire anticipatamente ha contribuito a sollevare la moneta unica. Con il cambio euro dollaro EUR/USD che ha rimbalzato dai livelli minimi di 12 anni e chiude invece a massimi giornalieri, molti investitori si stanno chiedendo se la caduta di EUR/USD sia già finita.

Per rispondere a questa domanda, è opportuno specificare che il rally del dollaro USA è tutt’altro che finito. La dichiarazione del FOMC può non aver sostenuto la linea dura come alcuni investitori avevano anticipato, ma 15 membri della Fed 17 - quindi l’88% - si aspettano che la banca centrale effettui il rialzo dei tassi di interesse quest’anno.

La politica di serraggio dalla Fed arriverà nel momento in cui la Banca centrale
europea starà aumentando il suo equilibrio e elargendo ulteriore stimolo nell’economia dell’eurozona. Finché i propositi di un rialzo dei tassi di interesse negli Stati Uniti e di politica monetaria più espansiva nell’eurozona rimarranno, il cambio EUR/USD è destinato a registrare ulteriori perdite.

Quindi, mentre l’euro rompre il livello 1.10 contro il dollaro statunitense, potendo forse anche testare l’1.12, ci aspettiamo una breve durata a tale livello. Il trend ribassista potrebbe non riprendere questa settimana, ma accadrà certamente nei mesi a venire, il che significa che il movimento al di sotto dell’1.06 è ancora un forte target.

Questa settimana, assisteremo ad una serie di importanti report economici
dell’Eurozona che potrebbero prestare ulteriore sostegno all’euro.
Questa include i report PMI flash di questa mattina, al di sotto delle aspettative solo per la Francia, e l’IFO di Mercoledì.

Tra l’euro più debole, i tassi più bassi, il quantitative easing, il recente miglioramento della fiducia degli investitori (indice ZEW) e della produzione industriale, l’economia della zona euro dovrebbe iniziare a mostrare le sorprese positive.

Allo stesso tempo, però, i 12-18 mesi di QE, i tassi di interesse negativi e i problemi politici in corso in Grecia manterranno l’euro in pista per la parità.

Opinione originale di Kathy Lien, analista di BK Asset Management

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