Financial Times: la medicina Renzi non guarirà l’Italia. Aveva promesso molto di più

Il Financial Times analizza le riforme promesse da Matteo Renzi che secondo il giornale, risolveranno poco e niente

Dopo mesi di sostegno e di simpatia, perché il nostro Premier ne ispira tanta sia a livello nazionale che internazionale, il Financial Times per la prima volta critica Matteo Renzi, e lo fa in modo molto duro.

A parole li aveva convinti ma, a quanto pare, nel momento in cui è passato ai fatti, l’ex rottamatore ha deluso i suoi sostenitori internazionali:

Da quando Matteo Renzi è diventato il Presidente del Consiglio dell’Italia, c’è sempre stata molta curiosità sui suoi piani economici. La speranza era che il giovane leader del Partito Democratico potesse iniettare un po’ di dinamismo nella balbettante economia italiana. La crescita sembra finalmente tornata, ma l’outlook rimane sempre fragile. La disoccupazione è arrivata quasi al 13% e la produzione industriale è scesa del 25% rispetto al periodo pre-crisi. Due anni di recessione hanno duramente colpito le banche, che stanno combattendo contro un cumulo di cattivi prestiti.

La situazione del nostro Paese dunque, per il Financial Times, non è certo delle migliori. Numeri alla mano, le prospettive non sono rosee. Per questo serve di più, molto di più:

Renzi mira a trovare una via d’uscita combinando tagli alla spesa e alta tassazione sui redditi di capitale. La cosa ha senso. La pubblica amministrazione italiana è notoriamente inefficiente. C’è parecchio da tagliare senza intaccare la qualità dei servizi. Le tasse sulle rendite finanziarie in Italia sono molto al di sotto degli standard europei. Il gettito proveniente da esse potrà essere utilizzato per dare un po’ di respiro al commercio e potrebbe anche incentivare la crescita.

È a questo punto però che arriva il “però”, ed è un però bello grosso:

Questi soldi però, rappresentano solo una parte delle promesse che Renzi ha fatto. Ha previsto 7 miliardi di spending review, ma come hanno fatto notare in molti questa settimana, sarà difficile tirarne fuori dal sistema più di tre. È vero che, grazie alla riduzione della spesa per interessi, il tesoro italiano potrà ripagare i suoi debiti a prezzi più convenienti rispetto a quanto fosse stato pianificato e questo libererà più risorse, ma, come ha sottolineato lo stesso Premier, alcuni di questi fondi arriveranno da misure extra.

Tra queste, il giornale inglese, cita l’innalzamento fino al 3% del rapporto deficit/PIL, cosa che però ha mandato su tutte le furie Berlino e Bruxelles. “L’Italia dovrebbe ridurre il proprio debito, non innalzarlo”.

Il piano di Renzi, secondo il Finacial Times, ha politicamente senso, senza dubbio. E potrebbe anche dare una spinta in più al Partito Democratico per le elezioni europee di maggio, ma economicamente non va.

I suoi provvedimenti non risolveranno la crisi di competitività che affligge l’Italia. Gli economisti credono che circa un terzo dei guadagni addizionali sarà speso nelle importazioni. Qualcosa potrebbe salvarsi. Ma sarebbe stato meglio concentrare le risorse per aiutare le imprese, per tagliare le tasse che le stanno strozzando. Questo avrebbe permesso loro di esportare a prezzi più convenienti e assumere più lavoratori.

Renzi però ha scelto strade diverse. Una di queste è la riforma del mercato del lavoro che, scrive il FT, è buona, ma non basta.

Per avere maggior margine di movimento:

Renzi deve dimostrare all’Europa di voler risolvere i problemi che affliggono l’economia italiana più di quanto egli voglia attrarre il voto degli italiani.

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