Criptovalute, bolla o non bolla? Per S&P i più vulnerabili sono gli investitori retail

Alessio Trappolini

21 Febbraio 2018 - 13:37

condividi
Facebook
twitter whatsapp

Vi è un rapporto di fatale attrazione e rispettoso timore nei confronti delle criptovalute, che S&P Global Ratings non esita a definire un “asset speculativo”, pericoloso soprattutto per gli investitori retail

L’ascesa mediatica delle valute digitali in quest’ultimo anno ha inevitabilmente catalizzato gran parte dell’attenzione degli operatori di mercato. Vi è un rapporto di fatale attrazione e rispettoso timore nei confronti di questo asset alla ribalta del mercato che S&P Global Ratings non esita a definire un “asset speculativo” .

Bolla o non bolla?

Secondo S&P Global Ratings, allo stato attuale, le caratteristiche delle monete digitali assomigliano più “a quelle di strumenti/asset speculativi" le cui variazioni di valore non dovrebbero avere grandi ripercussioni sull’industria dei servizi finanziari e sulle banche cui S&P fornisce servizio di rating.

Diverso, invece, il discorso per quanto riguarda gli investitori retail che S&P vede come “più penalizzati” in caso di repentine oscillazioni di valore delle criptovalute. Già, perché l’estrema volatilità cui ci hanno abituato Bitcoin e co. è alquanto anomale per i mercati come li conosciamo oggi e rende difficile il confronto fra questa nuova attività e i classici asset finanziari come le valute o le commodity.

Il 2018 sarà l’anno della svolta regolamentare, parola di S&P

Gli esperti di S&P Global Ratings non hanno dubbi: il 2018 sarà l’anno che vedrà salire d’intensità gli sforzi delle Autorità di regolamentazione su scala globale.
Le criptovalute avrebbero bisogno di “maggior regolamentazione per aver un significativo impatto anche sui mercati finanziari regolamentati”, scrive il team di analisti guidato da Mohamed Damak.

Nel recente passato vi sono stati numerosi casi di frode e/o episodi di instabilità che hanno portato anche alla chiusura di alcune piattaforme (vedi il caso di MT Gox in Giappone).

Le Autorità di regolamentazione possono far valere il proprio ruolo e “fornire una forma di regolamentazione che garantisca la solidità finanziaria degli exchange di criptovalute e possa incentivare una maggior prontezza tecnica nel tamponare i potenziali rischi informatici cui necessariamente si andrà incontro”, ha scritto l’Agenzia di rating.

Quello che è sicuro è che un orientamento in tal senso dovrà seguire un “approccio coordinato fra i diversi regolatori di ogni Paese, al fine di scongiurare possibili attività di arbitraggio che potrebbe avvantaggiare le frodi”.

Iscriviti alla newsletter

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.