Criptovalute: Francia contro Libra, nuoce a stabilità finanziaria e sovranità degli Stati

Il ministro delle finanze francese ha sottolineato come Bruxelles non abbia attualmente norme specifiche che regolino le criptovalute

Criptovalute: Francia contro Libra, nuoce a stabilità finanziaria e sovranità degli Stati

La Francia si scaglia contro le criptovalute e in particolare contro la Libra di Facebook.

«L’Unione europea dovrebbe creare una serie di norme comuni per le valute virtuali, poco regolamentate al momento in Europa, per prevenire i rischi legati alla Libra», ha detto il Ministro delle Finanze francese, arrivato oggi ad Helsinki per partecipare alla riunione dei ministri delle finanze dell’unione (l’Ecofin informale). Così Le Maire:

«Libra potrebbe essere rischiosa per i clienti, per la stabilità finanziaria e persino per la sovranità degli Stati europei», dice alla stampa il capo delle finanze di Parigi.

Leggi anche Libra: la criptovaluta di Facebook è qui. Dettagli e caratteristiche.

Criptovalute in un limbo legale

Il ministro francese ha sottolineato come Bruxelles non abbia attualmente norme specifiche che regolino le criptovalute. Tuttavia, l’annuncio a giugno della criptovaluta di proprietà di Facebook, pensata per transazioni tra centinaia di milioni di utenti in Europa e in tutto il mondo, ha sollevato alcuni dubbi.

Per questo motivo il ministro invoca la creazione di un «quadro di riferimento comune» per fermare la diffusione di Libra in Europa. In realtà i primi passi sono già stati mossi da Bruxelles, quando ad esempio già l’anno scorso sono state introdotte nuove regole Ue per intensificare i controlli nelle piattaforme di negoziazione per valute virtuali, con l’intento di ridurre i rischi di riciclaggio di denaro e altri crimini finanziari.

«Al di là di quanto detto finora, le valute virtuali operano a livello Ue in un limbo legale, con i politici non ancora d’accordo su come trattarle, se come securities, servizi di transazione o valute autonome - con quest’ultima opzione esclusa dalla maggior parte dei legislatori», ha sottolineato Le Maire.

In assenza di normative specifiche, i funzionari Ue stanno valutando se gli attuali strumenti finanziari potrebbero essere applicati, ma non sono ancora giunti a una conclusione definitiva.

Parlando della possibile necessità di una licenza per Libra a livello di zona euro, una portavoce della Commissione Ue ha spiegato: «Date le informazioni attualmente di dominio pubblico su Libra, al momento è impossibile dire con certezza quali norme siano appropriate al caso. Probabilmente il progetto richiederà qualche tipo di autorizzazione in Europa, a seconda delle caratteristiche».

La ricetta di Le Maire: una criptovaluta europea pubblica

La lacuna giuridica Ue ha permesso a paesi minori di lucrare su molti aspetti. Malta, ad esempio, già a capo della più grande industria del gioco d’azzardo in Europa e di un forte settore finanziario, ha concepito una serie di norme ideate per attrarre gli operatori di valute virtuali.

Le Maire ha proposto all’Europa di dotarsi di una criptovaluta virtuale pubblica «per contrastare Libra» ed ha assicurato che se ne discuterà con gli altri ministri delle finanze il mese prossimo.

Il numero uno delle finanze francesi ha spiegato che l’Unione dovrebbe lavorare anche per ridurre i costi dei pagamenti internazionali, come Libra promette ai clienti. Tuttavia, un piano europeo per sviluppare un servizio di pagamento istantaneo e poco costoso fatica a guadagnare terreno. Pagamenti in tempo reale nella zona euro sono possibili già dal 2017, ma solo la metà delle banche dell’Unione partecipano nello schema che è alla base di queste transazioni, e viene usato per lo più per pagamenti interni.

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