Coronavirus: vaccino italiano potrebbe uscire a luglio

Coronavirus: Italia in prima fila per sviluppare il vaccino, che potrebbe essere disponibile a luglio dopo una prima sperimentazione sui topi.

Coronavirus: vaccino italiano potrebbe uscire a luglio

Mentre tutta l’Italia si sta fermando a seguito delle direttive del nuovo decreto, da Pomezia arriva la notizia che il vaccino per il coronavirus potrebbe essere sviluppato nel nostro Paese.

La notizia arriva proprio dal centro che nel 2014 ha elaborato il primo vaccino contro l’Ebola. Oltre ai ricercatori italiani, stanno lavorando a un vaccino contro il Covid-19 anche gli Stati Uniti, la Cina e Israele.

Il team di ricerca di Pomezia, a distanza da Roma, si dice fiducioso sugli enormi passi avanti che gli studi, condotti nello Science Park in cui lavorano circa 250 scienziati, stanno facendo in collaborazione con l’istituto Jenner dell’Università di Oxford.

Coronavirus: il vaccino italiano sarà pronto in estate

Il vaccino potrebbe già essere disponibile a luglio, spiega l’amministratore e proprietario della società che ha acquisito Irbm: “Inizieremo a sperimentarlo a giugno sui topi e subito dopo sull’uomo”.

La collaborazione con Oxford, che ha elaborato il vaccino per la MERS, è stata fondamentale. L’esperienza britannica con il virus che colpì l’Arabia Saudita, unita a quella italiana che ha portato alla creazione del vaccino contro il virus Ebola stanno facendo procedere gli studi per il vaccino contro il Covid-19 con un passo sostenuto.

La sfida dei ricercatori adesso è quella di riuscire a trovare un mezzo per poter introdurre nel corpo umano la proteina spike (quella della corona, che ne permette il contagio) del coronavirus depotenziata al fine di far produrre al corpo in modo autonomo gli anticorpi.

“Ora, quel gene sintetizzato e depotenziato va inoculato nell’organismo umano per generare gli anticorpi ma per fare questo serve una sorta di shuttle, un carrello trasportatore all’interno dell’uomo che, come per il nostro farmaco anti Ebola, è rappresentato dall’adenovirus, quello di un banale raffreddore, su cui lavoriamo da anni. Stiamo purificando la molecola e tra una settimana cominceremo a produrre le prime mille dosi. Non è escluso che, se la pandemia si aggravasse, possa essere autorizzato in tempi brevissimi”.

Sulla necessità di un vaccino e sulla pericolosità del coronavirus si è espresso anche Walter Ricciardi, consulente del Ministro della Salute e consigliere della Regione Europea dell’Organizzazione mondiale della Sanità:

“Questa non è la peste, ma una malattia da non sottovalutare. In Italia il 60% delle persone la supera senza avere problemi gravi. Il 40% richiede un’assistenza sanitaria. Il 10 o 15% ha problemi abbastanza seri che richiedono una terapia intensiva o sub-intensiva. Ma la malattia si può superare, anche in condizioni molto gravi. Ma è meglio evitarla. E per evitarla bisogna stare a casa. Si muova solo chi ha dei motivi per farlo. Chi deve garantire servizi essenziali è autorizzato a muoversi, ma gli altri devono limitarsi. È l’unica cosa che può servire”.

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