Conti correnti: non solo rincari tra gennaio e settembre

Tra gennaio e settembre 2018, si sono registrati rincari per alcuni servizi, ma alcune voci segnano ancha una riduzione della spesa.

Conti correnti: non solo rincari tra gennaio e settembre

Conto corrente, ma quanto mi costi? Un’indagine di SosTariffe.it ha evidenziato come da inizio anno, sia stata attuata una serie di rincari su alcuni servizi bancari.

La ricerca ha preso in considerazione 17 istituti e ha coinvolto non solo banche tradizionali ma anche quelle online, analizzando i costi di gestione per usufruire delle funzionalità principali di un conto corrente tra gennaio e settembre 2018.

Lo scenario che emerge dal report, però, mostra anche la riduzione di alcune spese a carico dell’utente, come ha sottolineato di recente anche l’Abi.

Le banche online

Uno dei dati più rilevanti emersi dall’analisi riguarda l’aumento di oltre il 60% dei costi relativi al versamento di contanti e assegni nelle banche online, che operano essenzialmente su Internet con una scarsa o assente rete di filiali sul territorio nazionale.

Per questa tipologia di istituti, nel periodo di riferimento, si registrano incrementi anche per i prelievi: allo sportello costano il 48% in più, mentre la stessa operazione effettuata da un Atm ha avuto un incremento del 19%.

Non va meglio per gli utenti che utilizzano la carta di credito, il cui canone annuo tra gennaio e settembre è cresciuto del 5,4%.

Secondo il report, comunque, le banche online riescono a garantire anche risparmi su alcune operazioni, che hanno visto diminuire i costi, come quelli relativi ai singoli assegni, calati del 40% e dei bonifici disposti allo sportello, scesi dell’11%.

Le banche tradizionali

In uno scenario sempre più digitalizzato, che riduce la presenza dell’utente in filiale, le banche tradizionali hanno cercato, negli ultimi mesi, di diventare più attraenti agli occhi degli utenti, provando a ridurre il gap con le competitor online.

Su questo fronte, dunque, si sono ottenuti alcuni significativi miglioramenti nei servizi, con la riduzione di alcuni costi. Qualche esempio? Chi scegli di aprire un conto corrente in una banca tradizionale non pagherà più nulla per l’accredito dello stipendio con un risparmio medio di circa 3 euro mensili, mentre effettuando operazioni allo sportello la spesa sarà più leggera di circa il 21%.

Calano anche il canone annuo delle carte di debito, che si riduce del 18% e il prelievo nell’UE che costerà l’11,69% in meno.

In aumento, invece, i prezzi per i bonifici allo sportello (+11%), il costo del prelievo da un Atm di un’altra banca (+4,55%) e il canone annuo per la carta di credito (da 37,50 euro a 39,87 euro).

I conti correnti sono più convenienti?

I dati illustrati nella ricerca se da una parte delineano un quadro complessivo fatto di rincari, dall’altra però evidenziano anche alcuni aspetti migliorativi sul fronte dei costi sostenuti dagli utenti per alcune singole operazioni.

Per questo, Gianfranco Torriero, Vice direttore generale di Abi, ha inteso commentare l’analisi con queste parole:

“L’indagine, infatti, con riferimento alle cosiddette banche tradizionali, evidenzia come “nel corso dell’anno i conti correnti siano diventati nel complesso più convenienti” e “i rincari siano davvero molto più esigui”. Pertanto, non appare corretto rappresentare solo l’andamento di alcune voci senza considerare l’evoluzione complessiva delle voci”.

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