Cedolare secca al 10%? Ecco quanto si risparmia

Cedolare secca al 10%, quanto si risparmia? Ecco qualche conto in merito alla tanto attesa riduzione che il Governo dovrebbe emanare già domani.

Cedolare secca al 10%, i conti sul possibile risparmio si stanno facendo già in questi giorni, mentre si attende con trepidazione la decisione ufficiale del Governo Renzi. A dire il vero il provvedimento era annunciato ormai da mesi, ma la precipitosa fine dell’esecutivo targato Letta aveva rimandato l’ufficializzazione della novità a orizzonti politici più stabili. Adesso, se tutto va bene, il Governo dovrebbe annunciare l’abbassamento dell’aliquota dal 15 al 10 per cento per gli affitti a canone concordato proprio domanì. Nessuna novità in vista, almeno per il momento, per tutte le locazioni a prezzo di mercato che continueranno invece a sottostare a un’aliquota del 21 per cento.

Quanto si risparmierebbe?

Due conti in merito a quanto risparmierebbe chi ha già stipulato un contratto convenzionato, l’altro ieri li ha voluti fare proprio il Sole 24 ore in un articolo a firma di Cristiano dell’Oste. Riducendo l’aliquota del 5 per cento, infatti, chi affitta un’abitazione con un canone di locazione di 300 euro mensili risparmierebbe circa 180 euro l’anno.

Quando conviene la cedolare secca?

La domanda per tutti coloro che, invece, devono ancora siglare una locazione è scontata: quando conviene la cedolare secca? Dell’argomento ce ne siamo già occupati tempo fa, ma è bene ribadire che dopo le novità del 2013, la cedolare conviene a molti locatori, a meno che il proprietario dell’immobile non goda di grandi detrazioni fiscali o l’inflazione non cominci improvvisamente a galoppare (previsione piuttosto lontana dalla realtà, almeno per ora).

La cedolare secca compensa l’affitto concordato?

Altro nodo gordiano della questione riguarda la compensazione tra la riduzione delle tasse sull’affitto e l’obbligo di accettare un canone, di fatto, inferiore ai valori di mercato. Lo sconto previsto sulla cedolare è sufficiente a colmare questo divario? Grazie a questo grafico si rende evidente che spesso la riduzione della cedolare rende comunque conveniente la locazione concordata rispetto al canone di mercato:


(immagine de Il Sole 24 Ore)

Anche lo Stato ci guadagna

Una proposta che, a quanto pare, rappresenta una classica win-win situation: ci guadagna l’inquilino, che paga un affitto inferiore alla quota di mercato, ma anche il proprietario di casa, che alleggerisce la pressione fiscale a suo carico. Ma neanche lo Stato ci rimetterebbe più di tanto: si stima che l’intera operazione costerebbe circa 27 milioni di euro alle casse dell’Erario italiano. Certo i conti veri si potranno fare solo dopo l’entrata in vigore della nuova aliquota della cedolare secca sugli affitti: nel solo 2013 il Caf Acli ha registrato un incremento del 70 per cento dei ricorrenti a questo regime facoltativo che, complice anche la crisi economica, sta contribuendo a rendere il canone di locazione concordato sempre più competitivo sul mercato immobiliare.

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Cedolare secca

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