IMU 2020: come si calcola? Tutte le istruzioni per calcolare il saldo

Redazione Fisco

7 Dicembre 2020 - 13:14

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IMU 2020: come fare il calcolo? Tutte le istruzioni per calcolare la seconda rata, il saldo in scadenza il 16 dicembre, con un utile esempio numerico.

IMU 2020: come si calcola? Tutte le istruzioni per calcolare il saldo

IMU 2020: guida al calcolo della tassa sulla casa. In vista della scadenza del saldo, fissata al 16 dicembre, vediamo come calcolare l’importo dovuto.

La Legge di Bilancio 2020 ha eliminato la TASI, imposta introdotta per la copertura dei servizi indivisibili, introducendo la nuova tassa unica sulla casa.

L’IMU 2020 è stata caratterizzata da diverse novità: dalla cancellazione prevista per le attività maggiormente colpite dal Covid-19, fino al rinvio del termine per l’approvazione delle delibere con le nuove aliquote. Ed è anche su questi aspetti che il MEF, con le FAQ del 7 dicembre 2020, ha fornito alcuni utili chiarimenti.

In merito al calcolo IMU 2020, le regole generali non cambiano e dopo la breve e necessaria premessa, scendiamo subito nel dettaglio e vediamo come fare.

Calcolo IMU 2020: formula e coefficienti

Il punto di partenza del calcolo IMU è la determinazione della base imponibile.
Si parte dalla rendita catastale rivalutata a seconda della tipologia di immobile.

RENDITA RIVALUTATA

TipologieBasa imponibile
Immobile iscritto in catasto rendita castale rivalutata del 5% X moltiplicatore IMU
Immobile classificabile in categoria “D” valore contabile X coefficiente ministeriale
Aree fabbricabili il valore è costituito da quello di mercato al 1° gennaio dell’anno di imposizione
Terreni agricoli il valore è costituito da quello ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale risultante in catasto, vigente al 1° gennaio dell’anno di imposizione, rivalutato del 25%, un moltiplicatore pari a 135.

Va ricordato come le variazioni di rendita catastale intervenute in corso d’anno, a seguito di interventi edilizi sul fabbricato o di accertamenti da parte dell’Agenzia delle Entrate, producono effetti dalla data di ultimazione dei lavori, o dalla data di cambiamento della rendita.

Per determina la base imponibile bisogna applicare alla rendita catastale rivalutata, si veda tabella soprastante, il coefficente Imu, il quale varia a seconda della tipologia catastale dell’immobile.

BASE IMPONIBILE

categorie catastaliMoltiplicatore IMUTipoligie di immobile
Da A/1 a A/11 esclusa A/10 160 abitazioni di tipo: signorile, civile, economico, popolari, ultrapopolari, rurali, villini, ville, castelli, palazzi di eminenti pregi artistici o storici, alloggi tipici dei luoghi
A/10 e D/5 80 Uffici,studi privati,Istituto di credito, cambio e assicurazione (con fine di lucro)
Da B1 a B8 140 Collegi e convitti, case di cura e ospedali non a scopo di lucro, prigioni e riformatori, uffici pubblici, scuole e laboratori, biblioteche, musei, gallerie, accademie, circoli
C/1 55 Negozi e botteghe
C/2, C/6, C7 160 Magazzini e locali di deposito, stalle, scuderie, tettoie
C/3, C/4, C/5 140 Laboratori per arti e mestieri, fabbricati e locali per esercizi sportivi non a scopo di lucro, stabilimenti balneari
Da D/1 a D/10 (escluso D/5) 65 Opifici, alberghi e pensioni, teatri, cinematografi, sale per concerti e spettacoli e simili, case di cura ed ospedali, fabbricati e locali per esercizi sportivi

Una volta determinata la base imponibile si potrà procedere al calcolo dell’IMU sulla base delle aliquote di riferimento.

Calcolo IMU 2020: aliquota

L’aliquota di base è fissata allo 0,86 % su tutto il territorio nazionale e può essere variata dai singoli comuni a determinate condizioni ed entro determinati limiti.

In sostituzione della TASI viene concesso ai comuni una maggiorazione dell’IMU.

A decorrere dal 2020, i comuni hanno la facoltà di aumentare ulteriormente l’aliquota massima dell’1,06% sino all’1,14%. Detti enti possono negli anni successivi ridurre l’aliquota perdendo però definitivamente la possibilità di variarla nuovamente in aumento.

Per le abitazioni locate a canone concordato la base imponibile IMU è ridotta al 75%.

È bene ricordare come, in base a quanto stabilito dall’articolo 138 del DL Rilancio, il termine ultimo per l’approvazione della Delibera da parte del Comune per le aliquote applicabili nel 2020 è stato posticipato dal 30.06.2020 al 31.07.2020. Un ulteriore rinvio è stato disposto dalla legge di conversione del decreto sullo stato d’emergenza Covid-19.

Le nuove aliquote saranno quindi approvate dai Comuni entro la fine del 2020, ed il conguaglio dovuto dovrà essere versato non in sede di scadenza del saldo, ma entro il nuovo termine del 28 febbraio 2021.

Calcolo IMU 2020, i chiarimenti del MEF

Proprio sul rinvio del termine per la pubblicazione delle nuove aliquote IMU 2020, e sulle regole per calcolare il saldo del 16 dicembre 2020, dal MEF sono arrivati alcuni utili chiarimenti.

Una delle FAQ pubblicate in data 7 dicembre 2020 riguarda proprio le modalità di calcolo e versamento della seconda rata.

Il comma 4-sexies dell’art. 1, del D.L. 125 del 2020 proroga, in favore dei comuni, la data ultima per la trasmissione al MEF dei regolamenti in materia di imposte locali.

Tali date vengono rinviate dal 31 ottobre al 31 dicembre 2020 per l’invio telematico degli atti e dal 16 novembre al 31 gennaio 2021 per la pubblicazione degli stessi nel sito www.finanze.gov.it.

Contribuenti ed intermediari si chiedono ora se il calcolo effettuato prima della data di entrata in vigore della novità, e quindi con le aliquote disponibili sul sito del MEF al 16 novembre, sia o meno valido.

Il MEF risponde in maniera affermativa, evidenziando che il calcolo del saldo IMU del 16 dicembre 2020 dovrà essere effettuato sulla base degli

“atti pubblicati nel sito internet del Dipartimento delle finanze del Ministero dell’economia e delle finanze.”

Un principio che vale anche se il Comune dovesse mettere a disposizione le nuove aliquote 2020 prima della scadenza del saldo.

Si tratta di una misura di tutela a fronte dei continui mutamenti fiscali. Lo Statuto del Contribuente all’art. 3 comma 2 prevede che:

“In ogni caso le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione di provvedimenti di attuazione in esse espressamente previsti”.

Bisognerà però tenere a mente una nuova scadenza: l’eventuale rata di conguaglio, sulla base delle nuove aliquote previste dal proprio Comune, dovrà essere versata entro il 28 febbraio 2021.

Esempio di calcolo IMU 2020

Dopo le nozioni teoriche e l’analisi delle novità introdotte nell’ultimo periodo, facciamo un esempio pratico di calcolo IMU 2020:

Immobile cat. A/2
Redita castale euro 369,27
Aliquota IMU: 0,86%

Rendita Rivalutata: 369,27 + (369,27 x 5%) = 387,73
Base imponibile : 387,73 X 160 = 62.037,36
IMU : 62.037,36 X 0,86% = 533,52
ACCONTO IMU : 533,52/2 = 266,76

Esenzione IMU abitazione principale

Per abitazione principale si intende l’immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e i componenti del suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Sono esenti IMU gli immobili relativi ad abitazione principale non di lusso (A2, A3, A4, A5, A6 e A7).

Non sono esenti IMU gli immobili relativi ad abitazione principale di lusso (A1, A8 e A9). In questo caso dall’imposta lorda si detraggono 200 euro. La detrazione spetta a ciascun soggetto che la adibisce come abitazione principale.

Calcolo IMU 2020: riduzione base imponibile IMU 50%

In sede di calcolo IMU 2020 bisognerà considerare le agevolazioni previste, tra cui la riduzione base imponibile al 50% per i seguenti immobili:

  • fabbricati di interesse storico o artistico ;
  • fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati, limitatamente al periodo dell’anno durante il quale sussistono dette condizioni;
  • le unità immobiliari concesse in comodato d’uso gratuito dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

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