Il saldo della bilancia commerciale italiana di agosto 2013 registra un avanzo di 5.4 miliardi di euro al netto dell’energia. Includendo il settore energetico l’avanzo ammonta, ad Agosto 2013, a 958 milioni di euro. Il dato lo rileva l’Istat nel contributo mensile sul commercio con l’estero. Le previsioni si attestavano ad un surplus pari a 5.21 miliardi, includendo il settore energetico.
Rispetto a Luglio 2013, ad agosto 2013 si registra un aumento sia dell’export (+1,7%) sia dell’import (+1,1%), trainati dall’interscambio commerciale verso i paesi dell’area UE.
Rispetto ad Agosto 2012 si registra una significativa flessione sia dell’export (-4,4%) sia, in misura ancora più ampia, dell’import (-9,8%). La contrazione dell’interscambio è più marcata per l’area extra Ue: export (- 5,4%) e import (-15,5%).
Come si può vedere nel grafico qui sotto il saldo della bilancia commerciale italiana sta seguendo per il 2013 una tendenza positiva già in atto nel corso del 2012; nell’anno passato infatti si è potuto osservare un surplus (includendo i prodotti energetici) pari a 10 miliardi e 966 milioni di euro, in netto contrasto con quanto registrato nel 2010 (deficit di poco superiore ai 30 miliardi) e nel 2011 (deficit di 25 miliardi e 500 milioni).
Il mercato dei prodotti
Ad agosto 2013, rispetto al mese precedente, la crescita di vendite di beni strumentali è stata la causa principale dell’aumento dell’export (+2,4%), insieme ad un aumento delle vendite di beni di consumo non durevoli pari ad un +3% L’aumento congiunturale delle importazioni (+1,1%) è da attribuire invece alla crescita degli acquisti di beni strumentali (+13,8%) e prodotti intermedi (+1,8%).
A livello tendenziale, si registra una diminuzione delle importazioni del 9,8% per tutte le tipologie di beni ad eccezione dei beni strumentali, per i quali si osserva un aumento significativo del 14,8%
Considerando i primi otto mesi del 2013, l’avanzo della bilancia non energetica raggiunge i 56 miliardi di euro.
Ad agosto la diminuzione tendenziale dell’export e’ particolarmente accentuata verso Turchia (-29,5%) e Svizzera (-24,3%). La diminuzione tendenziale delle vendite di prodotti petroliferi raffinati (-32,1%) e di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-18,7%), sono entrambe rilevanti. Sono in forte diminuzione le
importazioni dai paesi ASEAN (-23,9%) e EDA (-20,1%) e gli acquisti di prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere (esclusi petrolio e gas) (-40,0%) e di petrolio greggio (-34,9%).