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Alfano fonda Alternativa Popolare: alleanze, sondaggi e chi ha aderito al nuovo partito centrista

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Alfano fonda Alternativa Popolare: alleanze, sondaggi e chi ha aderito al nuovo partito centrista

Angelino Alfano scioglie ufficialmente Ncd e fonda Alternativa Popolare: ecco i sondaggi, le possibili alleanze in vista delle prossime elezioni e chi ha aderito al nuovo partito centrista.

Nasce Alternativa Popolare: il ministro Angelino Alfano scioglie ufficialmente Ncd e, durante l’assemblea romana di inizio anno, fonda il nuovo partito centrista nella speranza di poter giocare un ruolo anche decisivo per l’esito delle prossime elezioni politiche.

Dopo il divorzio da Silvio Berlusconi a fine 2013, Angelino Alfano compie una nuova sterzata con Alternativa Popolare, un progetto ambizioso che ha come scopo quello di riunire tutte le varie anime centriste da tempo spaesate dopo la fine della Democrazia Cristiana.

Nata Alternativa Popolare, è interessante quindi vedere quali potranno essere le strategie politiche del nuovo partito alle prossime elezioni e chi ha deciso di seguire Angelino Alfano in questa nuova avventura.

Alternativa Popolare: il nuovo partito di Alfano

La notizia dello scioglimento del Nuovo Centro Destra era cosa nota ormai da tempo. L’unico interrogativo nel merito era su quale fosse il nome del nuovo partito che Angelino Alfano aveva in cantiere.

Alla fine la scelta è ricaduta su Alternativa Popolare, un nome che prende le distanze dai due schieramenti di destra e sinistra. Obiettivo di Alfano è infatti quello di ricreare un vero e proprio partito di centro che raccolga l’eredità della vecchia Dc.

Durante l’assemblea nazionale presso il centro congressi Alibert a Roma, è nata quindi Alternativa Popolare, con il suo fondatore Angelino Alfano che ha le idee chiare su quale dovrà essere lo scopo del partito.

Oggi è tecnicamente impossibile la missione di innovare il centrodestra, anche perché un pezzo di centrodestra fondamentale, Forza Italia, ha deciso di allearsi con i lepenisti e c’è un travaso di voti da Fi alla Lega Nord e a altri a destra di Fi. La nostra scelta è invece quella del popolarismo europeo, il nostro avversario è l’area anti-Ue, lepenista, radicale.

Una presa di distanza quindi dal centrodestra che Matteo Salvini vorrebbe tutto riunito sotto la federazione Prima gli Italiani, ma Alfano non intende neanche continuare il matrimonio con il centrosinistra come sta avvenendo con il governo Gentiloni.

Non viriamo a sinistra. Noi abbiamo un tono di voce ferma ma senza urlare. Noi siamo alternativi a chi dice solo vaffa o ha in mente solo la ruspa e vuole lasciare l’Europa. E a chi alimenta odio e rancore.

Alternativa Popolare secondo Alfano deve essere l’aggregatore dei centristi e dei moderati, sia contro il populismo della destra e del Movimento 5 Stelle ma anche alternativo al Partito Democratico. Una linea politica che al momento sta facendo registrare diverse importanti adesioni.

Chi ha aderito?

Nel dicembre 2013 Angelino Alfano decise di rompere con Berlusconi, fondando il Nuovo Centro Destra ed entrando ufficialmente prima nel governo Renzi e poi successivamente in quello Gentiloni.

Ora Alfano rottama anche il suo Ncd per dare vita ad Alternativa Popolare, dove a sua detta il candidato premier del partito sarà scelto attraverso le primarie, con un meccanismo che dovrebbe ricalcare quello del Pd.

All’assemblea che si è appena svolta erano presenti Beatrice Lorenzin, Fabrizio Cicchitto, Enrico Costa, Roberto Formigoni e Maurizio Lupi, nominato anche coordinatore del partito, oltre a diversi parlamentari che avevano seguito Alfano già ai tempi del Ncd.

Favorevole a questa nuova avventura si è detto anche Stefano Follini, che presto dovrebbe essere seguito anche dall’ex presidente della Camera Pier Ferdinando Casini. Più difficile invece sarà convincere Stefano Parisi e Raffaele Fitto, più propensi a sposare la coalizione di centrodestra di Berlusconi e Salvini.

Molte adesioni ad Alternativa Popolare potrebbero però arrivare quando si saprà con certezza con quale legge elettorale si andrà a votare, momento in cui saranno più chiare anche le strategie politiche del nuovo partito di Alfano

Le possibili alleanze alle elezioni

Secondo l’idea di fondo di Angelino Alfano, Alternativa Popolare dovrebbe correre da sola alle prossime elezioni politiche. Questo naturalmente se come paventato da tutti dovrebbe essere confermato il ritorno al proporzionale nella nuova legge elettorale.

Il grande scoglio per Alternativa Popolare a quel punto sarebbe la soglia di sbarramento, che probabilmente dovrebbe essere confermata al 3% su base nazionale a meno di improbabili cambiamenti della legge elettorale.

Non è un caso che il vecchio Ncd sia stato rottamato. Oltre al nome più apertamente schierato, il partito era stato più volte associato a diverse inchiesta giudiziarie che hanno coinvolto alcuni suoi esponenti.

Alternativa Popolare quindi agli occhi di Alfano è una creatura fresca e più marcatamente centrista. Con il proporzionale, l’idea però è quella di correre da sola facendo il tifo per un nuovo sostanziale pareggio alle prossime elezioni.

Il problema però è che al momento entrare nel prossimo Parlamento sembrerebbe essere un’impresa ardua per i centristi. Visto che in occasione delle elezioni regionali in Sicilia Alfano e Renzi hanno sostenuto lo stesso candidato, è probabile che questa alleanza possa ripetersi anche in ottica nazionale.

L’esito negativo però del voto nell’isola ha portato i centristi a un momento di riflessione: una parte del partito infatti vorrebbe tornare sotto la protettiva ala di Berlusconi, mentre Alfano in primis non starebbe considerando questa ipotesi vagliando tutte le altre alternative.

Con l’approvazione del Rosatellum-bis come nuova legge elettorale sono tornate in auge le coalizioni, con Alternativa Popolare che con ogni probabilità andrà ad appoggiare in molti collegi i candidati del centrosinistra, ma il rischio di una scissione al momento è elevato.

I sondaggi

Angelino Alfano sembrerebbe aver perso molte certezze riguardo il futuro di Alternativa Popolare, visto che al momento il partito ha parecchi scogli da dover superare alla luce della nuova legge elettorale.

Con il Rosatellum-bis la soglia di sbarramento per le singole liste è del 3%, mentre per le coalizioni del 10% dove a ogni singolo partito o lista basterà raggiungere l’1% per poter eleggere propri rappresentanti.

Un sondaggio realizzato dall’istituto EMG Acqua lo scorso 13 novembre, attesterebbe Alternativa Popolare al 1,8%. Al momento quindi Alfano sarebbe fuori se si presentasse da solo, anche se non è detto che l’affluenza di altri soggetti moderati possa servire a far compiere al partito lo scatto decisivo alle urne.

In coalizione con il Partito Democratico invece non ci dovrebbero essere problemi, anche se da questo punto di vista ancora le trattative per stringere un’alleanza sono ben lontane dall’essere definite.

Negli ultimi tempi però il PD ha ripreso le trattative con il resto della sinistra per ampliare la propria coalizione. Nel caso che lo strappo con gli scissionisti dovesse essere ricucito, a quel punto per Alfano difficile che ci possa essere spazio nel centrosinistra con Alternativa Popolare che a quel punto sarebbe costretta a correre da sola oppure a chiedere «perdono» a Silvio Berlusconi.

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