Alfano non si candida e Alternativa Popolare si spacca: alleanze e sondaggi per le elezioni

Angelino Alfano dopo NCD scioglie ufficialmente anche Alternativa Popolare: nascono due liste una che correrà con il centrodestra e una con il centrosinistra.

Alfano non si candida e Alternativa Popolare si spacca: alleanze e sondaggi per le elezioni

La vita di Alternativa Popolare è stata molto breve: il ministro Angelino Alfano dopo aver sciolto ufficialmente Ncd ha decretato la fine anche per quanto riguarda il suo nuovo partito.

Dopo il divorzio da Silvio Berlusconi a fine 2013, Angelino Alfano aveva compiuto una nuova sterzata con Alternativa Popolare, un progetto ambizioso che aveva come scopo quello di riunire tutte le varie anime centriste da tempo spaesate dopo la fine della Democrazia Cristiana.

Alternativa Popolare è però già arrivata al capolinea: Angelino Alfano ha annunciato che non si candiderà alle elezioni politiche 2018, con la direzione nazionale del partito che ha decretato lo scioglimento. Dalle ceneri del partito adesso sono nate due liste che hanno imboccato però percorsi differenti.

Alternativa Popolare: cos’era il nuovo partito di Alfano?

La notizia dello scioglimento del Nuovo Centro Destra era cosa nota ormai da tempo. L’unico interrogativo nel merito era su quale fosse il nome del nuovo partito che Angelino Alfano aveva in cantiere.

Alla fine la scelta è ricaduta su Alternativa Popolare, un nome che prende le distanze dai due schieramenti di destra e sinistra. Obiettivo di Alfano è infatti quello di ricreare un vero e proprio partito di centro che raccolga l’eredità della vecchia Dc.

Durante l’assemblea nazionale presso il centro congressi Alibert a Roma, è nata quindi Alternativa Popolare, con il suo fondatore Angelino Alfano che ha le idee chiare su quale dovrà essere lo scopo del partito.

Oggi è tecnicamente impossibile la missione di innovare il centrodestra, anche perché un pezzo di centrodestra fondamentale, Forza Italia, ha deciso di allearsi con i lepenisti e c’è un travaso di voti da Fi alla Lega Nord e a altri a destra di Fi. La nostra scelta è invece quella del popolarismo europeo, il nostro avversario è l’area anti-Ue, lepenista, radicale.

Una presa di distanza quindi dal centrodestra dove è impossibile una coabitazione con Matteo Salvini. Alfano però in teoria non aveva intenzione neanche continuare il matrimonio con il centrosinistra come sta avvenendo con il governo Gentiloni.

Non viriamo a sinistra. Noi abbiamo un tono di voce ferma ma senza urlare. Noi siamo alternativi a chi dice solo vaffa o ha in mente solo la ruspa e vuole lasciare l’Europa. E a chi alimenta odio e rancore.

Alternativa Popolare secondo Alfano doveva essere l’aggregatore dei centristi e dei moderati, sia contro il populismo della destra e del Movimento 5 Stelle ma anche alternativo al Partito Democratico. Buone intenzioni che però sono naufragate dopo pochi mesi.

Chi aveva aderito?

Nel dicembre 2013 Angelino Alfano decise di rompere con Berlusconi, fondando il Nuovo Centro Destra ed entrando ufficialmente prima nel governo Renzi e poi successivamente in quello Gentiloni.

Alfano quindi aveva rottamato anche il suo Ncd per dare vita ad Alternativa Popolare, nella speranza di creare un partito più fresco e dal maggiore appeal elettorale sempre continuando comunque a sostenere Gentiloni.

Alla primaassemblea erano presenti Beatrice Lorenzin, Fabrizio Cicchitto, Enrico Costa, Roberto Formigoni e Maurizio Lupi, che era stato nominato anche coordinatore del partito, oltre a diversi parlamentari che avevano seguito Alfano già ai tempi del Ncd.

Ora che però la direzione nazionale di AP ha sancito anche la fine di questo nuovo partito, i cui parlamentari comunque garantiranno l’appoggio al governo in questi ultimi scampoli di legislatura, è in atto il più classico fuggi fuggi generale per cercare altri lidi politici per presentarsi alle prossime elezioni politiche.

La diaspora

Secondo l’idea di fondo di Angelino Alfano, Alternativa Popolare doveva correre da sola alle prossime elezioni politiche, sperando di riuscire a superare la soglia di sbarramento del 3% per entrare così in Parlamento.

Visto il probabile pareggio elettorale, così facendo i centristi come accaduto in questa legislatura potevano essere determinanti nell’ottica delle larghe intese. Un progetto però che si è dimostrato subito inattuabile.

Vista la debacle alle elezioni regionali in Sicilia e i sondaggi che attestavano il partito sotto il 2%, Angelino Alfano ha deciso di non candidarsi alle prossime elezioni anche perché la sua figura era scomoda sia per tutte le coalizioni.

Con lo scioglimento ufficiale di Alternativa Popolare e il passo indietro del suo segretario e fondatore, tutti i vari esponenti si sono dovuti riorganizzare in vista del voto del 4 marzo. Si sono formate così due liste che hanno preso strade diverse.

Beatrice Lorenzin ha dato vita a Civica Popolare, lista che farà parte della coalizione di centrosinistra. Assieme all’ex ministro ci sarà anche Fabrizio Cicchitto e altri parlamentari dell’area centrista e moderata.

Ha sposato invece la causa del centrodestra Noi con l’Italia, che tra i propri fondatori vede la presenza degli ex alfaniani Maurizio Lupi, Roberto Formigoni ed Enrico Costa.

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