I vigili del fuoco di Alessandria morti per una truffa all’assicurazione

L’esplosione di una cascina nell’alessandrino che ha causato la morte di tre vigili del fuoco è stata provocata dal proprietario

I vigili del fuoco di Alessandria morti per una truffa all'assicurazione

È crollato, dopo 8 ore, il proprietario della cascina di Quargnento, nell’alessandrino. Fermato la scorsa notte, Giovanni Vincenti ha confessato di aver provocato l’esplosione dell’edificio che ha causato la morte di tre vigili del fuoco.

L’imprenditore, sommerso dai debiti, aveva esteso la scorsa estate l’assicurazione al fatto doloso, e voleva intascarne il premio massimale da un milione e mezzo di euro. La tenuta era in vendita da due anni a 750 mila euro, ma senza acquirente.

Vigili del fuoco morti, il proprietario della cascina confessa

Il procuratore Enrico Cieri ha aperto un fascicolo per disastro doloso, omicidio plurimo e lesioni volontarie. Per gli stessi fatti è indagata anche la moglie, Antonella Patrucco.

Numerosi accertamenti, combinati agli interrogatori, hanno permesso agli inquirenti di ricostruire la dinamica dei fatti.

Vincenti, ha spiegato in conferenza stampa il procuratore Cieri, ha settato il timer, collegato alle bombole del gas, all’1.30 di notte. Per via di un errore di settaggio, però, c’è stata anche la “prima modesta esplosione” che ha allertato i vigili del fuoco.

Quel che appare certo, già a questo punto, è che intorno all’1 di notte Vincenti ha avuto mezz’ora di tempo per allertare i vigili del fuoco della presenza di più bombole e, così, evitare la tragedia.

Intorno all’1, infatti, il primo incendio era praticamente domato, ma in casa c’erano ancora 5 contenitori da cui continuava a uscire gas. Vincenti afferma di non aver informato della situazione i pompieri perché “sconvolto per un gesto andato al di là delle intenzioni”.

L’uomo è stato pizzaiolo, allevatore di cavalli da corsa e, ultimamente, si era reinventato informatico.

Cascina esplosa, è truffa assicurativa

L’uomo è crollato quando il magistrato gli ha presentato il manuale di istruzioni del timer, rinvenuto sul comò in camera da letto. Con tale dispositivo è stata innescata l’esplosione. “È stato questo elemento a indurlo in confessione”, ha detto il procuratore Cieri. Più volte, durante l’interrogatorio, Vincenti ha ribadito che non voleva uccidere.

La svolta è avvenuta a poche ore dai funerali di Antonino, Marco e Matteo, i vigili del fuoco caduti nel corso dell’intervento. Nella cattedrale di Alessandria erano presenti il premier Giuseppe Conte, il presidente della Camera Roberto Fico e la ministra degli Interni Luciana Lamorgese.

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