Trump minaccia Harley-Davidson: tasse senza precedenti se produrrà fuori da USA

Al presidente Trump non va giù la decisione di spostare la produzione fuori dagli USA presa da Harley-Davidson e minaccia la società.

Trump minaccia Harley-Davidson: tasse senza precedenti se produrrà fuori da USA

Il presidente degli Stati Uniti minaccia tasse senza precedenti per Harley-Davidson se sposterà la produzione fuori dagli USA.

Le parole di Trump si riferiscono all’annuncio dello storico marchio motociclistico, che ha fatto sapere di essere intenzionato a spostare gli stabilimenti fuori dagli Stati Uniti per alleggerire il peso dei dazi imposti dall’UE.

Ma secondo Trump la società sta usando le crescenti tensioni commerciali come una scusa, per giustificare cambiamenti in realtà già pianificati nella produzione.
Lo ha specificato tramite diversi tweet, in cui ha chiarito che una Harley-Davidson non dovrebbe essere mai costruita in un altro Paese, per questo gli impiegati e i clienti della società sono già molto arrabbiati con loro:

“Se vanno via, vi dico che per loro sarà la fine. L’aura svanirà e verranno tassati come non mai!”

In un tweet successivo, Trump ha ricordato che la decisione della società di trasferire gli impianti di Kansas City in Thailandia era già stata annunciata ad inizio anno, molto prima che entrassero in ballo le tariffe. Per questo secondo il presidente Harley-Davidson sta usando la guerra commerciale solo come scusa.

La scelta di Harley-Davidson: nessuno stabilimento in Europa

La storica azienda motociclistica ha dichiarato che lo spostamento di parte della sua produzione fuori dagli USA è dovuto all’aumento delle tariffe di ritorsione dell’UE contro i dazi dell’amministrazione Trump su acciaio e alluminio. Ma secondo la compagnia nessuno stabilimento si trasferirà in Europa; sorgeranno invece in Brasile, India, Australia e Tailandia.

La costruzione di un impianto in Tailandia era effettivamente stata annunciata dalla società a maggio del 2017; lo scopo dichiarato era quello di raggiungere con più efficacia il mercato del sud-est asiatico. Il CEO di Harley, Matt Levatich, ha affermato ad aprile che la decisione è stata presa dopo che Trump ha ritirato gli Stati Uniti dal Partenariato Trans-Pacifico, un accordo di libero scambio con 11 altri Paesi principalmente asiatici.

Produrre in Thailandia consente ad Harley di evitare le tariffe che arriverebbero dalla stessa Bangkok, fino al 60% sulle motociclette importate; aiuta inoltre la compagnia a ottenere agevolazioni fiscali quando esporta in Paesi vicini. La società ha annunciato a gennaio che prevede di far crescere il business internazionale al 50% del volume annuale entro il 2027.

Nel frattempo, Harley sta per chiudere un impianto a Kansas City e trasferire le operazioni a York, in Pennsylvania. Secondo il sindacato locale almeno una parte del lavoro si starebbe trasferendo in Tailandia, ma la società ha negato tutto.

Giù le azioni Harley, scarso ottimismo tra gli analisti

Le azioni Harley hanno chiuso in ribasso dello 0,6% ieri, dopo aver perso quasi il 6% lunedì.
Guardando al lungo periodo, il titolo ha perso oltre il 25% negli ultimi 12 mesi. L’anno scorso la società ha fatto registrare un calo delle vendite di moto sia negli Stati Uniti sia nei mercati internazionali, con percentuali rispettivamente del -8,5% e del -3,9%.

Gli analisti di Stifel hanno tagliato le proprie previsioni sull’utile per azione societario 2018 e 2019. Per l’anno corrente il dato è sceso di 19 centesimi, mentre per il successivo di 45 cent. Hanno mantenuto il rating hold e un target price di 45 dollari per azione, circa l’8% in più rispetto alla chiusura di lunedì.

Trump si era inizialmente detto sorpreso dalla decisione di Harley, ringraziata pubblicamente dal tycoon statunitense lo scorso anno per la sua scelta di costruire in America; lodi a cui opponeva immediatamente le critiche contro società che avevano spostato la produzione fuori dagli Stati Uniti.

Anche se le tensioni commerciali tra USA e resto del mondo sono aumentate a dismisura negli ultimi mesi, l’annuncio di Harley è stato il primo a rivelare pubblicamente gli impatti negativi dei contro-dazi che colpiscono il Paese, attirandosi le ire di Trump, che ha tuonato:

“Harley deve capire che non potranno vendere negli USA se non pagando pesanti tasse”.

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